Testimonianze dei propri nonni, bisnonni e parenti per spiegare "La dittatura", questa la tesina di Francesco Garzella, uscito con un bel 10 dall’esame di terza media alla scuola di San Piero a Grado (IC "N.Pisano"). Nella tesina compaiono diari di guerra, affiancati da testimonianze scritte di famiglia e ricordi...

Testimonianze dei propri nonni, bisnonni e parenti per spiegare "La dittatura", questa la tesina di Francesco Garzella, uscito con un bel 10 dall’esame di terza media alla scuola di San Piero a Grado (IC "N.Pisano"). Nella tesina compaiono diari di guerra, affiancati da testimonianze scritte di famiglia e ricordi narrati dai nonni, oltre alla storia del ritrovamento di un prozio materno, Antonio, in un cimitero in Germania dopo 70 anni, le cui spoglie sono state rimpatriate e sepolte accanto a quelle della moglie.

Toccanti le frasi scritte sul diario del bisnonno, Armando, durante la prigionia a Bergen Belsen: "…Nel campo non vi era nessuna istituzione sanitaria e il cannibalismo era all’ordine del giorno, in un primo tempo i prigionieri sorpresi a tagliare carne dai cadaveri venivano frustati, ma più tardi, gli uomini di guardia iniziarono un regolare commercio di carne umana con scambio di sigarette o tabacco".

Particolari anche le storie deportazione del bisnonno, Mario, le testimonianze in vita dei nonni, Luciano, Grazia e Paolo e dei prozii Maria Antonietta e Gianni. Struggente il racconto della nonna, Laura, nel diario di guerra, scritto ad 11 anni, mentre si trovava a Livorno, durante un bombardamento: "… Non so descriverlo! I pochi secondi ci sono sembrati secoli. Il terreno ci trema sotto i piedi mentre i vetri piovono dalle finestre e terrorizzate si sente il rumore degli apparecchi, lo sganciamento delle bombe e lo scroscio dei palazzi che crollano. Che inferno! Rannicchiata ai ginocchi della mamma che tiene il mio fratellino in braccio, prego, prego perché tutto passi presto……".