Il professor Pierluigi Lopalco
Il professor Pierluigi Lopalco
Una seconda ondata dell’epidemia Sars-Cov-2. "È probabile, in ogni caso dobbiamo prepararci", risponde l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, ordinario di Igiene all’Università di Pisa, spiegando come quest’estate abbiamo una grande occasione: capire dove si nasconde il virus "Il rischio della seconda ondata è teorico. Osservando tutte le epidemie del passato, due ondate pandemiche sono state quasi la...

Una seconda ondata dell’epidemia Sars-Cov-2. "È probabile, in ogni caso dobbiamo prepararci", risponde l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, ordinario di Igiene all’Università di Pisa, spiegando come quest’estate abbiamo una grande occasione: capire dove si nasconde il virus "Il rischio della seconda ondata è teorico. Osservando tutte le epidemie del passato, due ondate pandemiche sono state quasi la norma. E i coronavirus in generale hanno un andamento stagionale: ad ogni stagione si ripetono delle ondate di infezioni, che nel caso dei normali coronavirus umani, che già conosciamo, sono poco più che raffreddori. Quanto sia elevata questa probabilità, possiamo dirlo solo dopo attenta osservazione della circolazione del virus durante l’estate. "Ora – sottolinea il professor Lopalco – ci troviamo in una condizione unica, anche rispetto al passato: nelle pandemie del passato non c’è mai stata una sorveglianza fra le due ondate, e non è stata mai fatta una sorveglianza sugli asintomatici. Quindi non si poteva sapere quale fosse la circolazione del virus prima che si presentasse la seconda ondata. Noi ora siamo nella condizione di avere messo su un sistema di sorveglianza capillare e una rete di laboratori tale che ci permette di scoprire le tracce del virus anche negli asintomatici e potremmo così fare questo tipo di valutazione, scoprire dove il virus si nasconde".

"Ora, per prima cosa, dobbiamo valutare l’effetto delle riaperture sulla circolazione del virus, e dobbiamo aspettare almeno fino a fine giugno. Alla fine di giugno vedremo se ci sarà o meno un aumento dei casi. È molto probabile che la stagionalità ci aiuti, che non avremo un aumento evidente dei casi. Ma anche in quel caso, continuiamo ad osservare, continuiamo il monitoraggio perchè da lì si vede dove va a nascondersi il virus, e quando ritornerà il freddo possiamo essere pronti". "L’entità dell’ondata pandemica dipende dalla risposta. Durante l’estate dobbiamo monitorare e prepararci, sia sul lato dell’assistenza che della sorveglianza".