"Vogliamo esprimere il fortissimo disagio avvertito in città, dovuto alla sottovalutazione della situazione economica che si sta delineando, sempre più drammatica e devastante". Inizia così la lettera-appello di un gruppo di decine tra professionisti, commercianti, esercenti, impiegati e studenti che si rivolgono direttamente al Rettore. "Molti negozi, bar, ristoranti – continua il documento – sono impossibilitati ad aprire per le importanti spese da sostenere, nell’incertezza quasi totale del ritorno di vecchi clienti e dell’arrivo di nuovi. Per altri la ripresa è un vero e proprio azzardo, con inevitabili ricadute sociali, e famiglie di...

"Vogliamo esprimere il fortissimo disagio avvertito in città, dovuto alla sottovalutazione della situazione economica che si sta delineando, sempre più drammatica e devastante". Inizia così la lettera-appello di un gruppo di decine tra professionisti, commercianti, esercenti, impiegati e studenti che si rivolgono direttamente al Rettore. "Molti negozi, bar, ristoranti – continua il documento – sono impossibilitati ad aprire per le importanti spese da sostenere, nell’incertezza quasi totale del ritorno di vecchi clienti e dell’arrivo di nuovi. Per altri la ripresa è un vero e proprio azzardo, con inevitabili ricadute sociali, e famiglie di lavoratori che rischiano di rimanere prive di reddito. La situazione rischia di aggravarsi con la decisione della chiusura, fino a fine anno, dell’ateneo pisano. La città vive principalmente dell’Università, che con la Scuola Sant’Anna, la Normale, il Cnr, l’Ospedale, rappresenta un’eccellenza, frutto di una prestigiosissima, antica storia. L’Università è la linfa vitale, tutto le si muove intorno, gli studenti, i professionisti, insomma un indotto amplissimo, compreso il movimento generato dell’aeroporto. Pisa non ha altre tangibili, sostanziali risorse. Dopo l’obbligo della chiusura per il Coronavirus e i mancati guadagni, in questo frangente gravissimo, l’assenza di prospettive può trascinare la cittadinanza nel degrado e in una profonda disperazione. La decisione di chiudere l’Ateneo per diversi mesi è quindi insostenibile. La città sta morendo, mentre la riapertura dell’Università può contribuire a dare speranza e un supporto concreto a molti, soprattutto a chi ha maggiore necessità. Non è comprensibile che a poca distanza (Firenze, Siena) gli atenei riprendano regolarmente le lezioni nelle aule. Le matricole e molti altri ragazzi, compresi quelli afferenti al progetto Erasmus, sceglieranno altre sedi; non sarà facile un futuro rientro di queste risorse, considerando che negli ultimi anni le presenze degli studenti avevano già registrato una consistente diminuzione, a causa della persistente crisi economica. Ma perderemo anche prestigio e credibilità. È stato permesso a tutte le attività di ricominciare, rispettando le norme di sicurezza. E’ necessaria un’analisi meditata, che tenga conto delle impellenti necessità quotidiane e del profondo malessere generale". E poi le prime firme: SabrinaMannocci, ElenaPisani, AlainTesti, Sofia Tognarini, EnricoMaricanola, Monica Seranieri, CristinaFichi, Andrea Grechi, Gabriela Carnevali, Giovanni Volterrani, Agostino Agostini, MariaBargagna, Lavinia Coli Ascquini, Andrea D’Ignazio, DorinaNatale, Francesco Bizzarri, GabriellaGiuliano, Barbara Rossi, MariaMagazzini, Lucia Sandroni, AntonioMaricanola, Massimo Fontana, Mauro Taccola, Simona Serfoglio, Massimo Salvucci, Luisa Croxatto, Leonardo Natale, Giulia Volpe, Anna MariaPaolini, Gabriella Ulivelli, StefaniaMalasoma, Maria AntoniettaLepore, Robertaa Leonardi, Vittoria Apollinare, Maria Luisa Valsecchi Fugazzola, RobertoMicheletti, Domenico Ernesto Garrubba, Alvaro Grilli, Paolo Bracaloni, Samuele Pardini, Luciana Ferrua, Patrizia Brozzi, FrancoSamaia, Annamaria Pisani, Franco Bachini, Antonella Malasoma, Gianfranco Rossi, Andrea Pagano, GiuseppeSbrana, Graziano Di Sacco, Mario Cimmino, Ferdinando Argenti.