CARLO VENTURINI
Cronaca

La grande incompiuta. Nessuno vuole la Mattonaia: "Anche Invimit si ritira"

La risposta all’interrogazione di Luigi Sofia (Sinistra Unita per Pisa): "Qual è ora il piano B del Comune? Fallito anche il piano di farne un mercato coperto".

La grande incompiuta. Nessuno vuole la Mattonaia: "Anche Invimit si ritira"

La grande incompiuta. Nessuno vuole la Mattonaia: "Anche Invimit si ritira"

Pisa, 18 giugno 2024 – "A che punto sono le trattative sulla ex Mattonaia con la Invimit società del Ministero dell’Economia e delle Finanze?". Lo chiede in una interrogazione alla Giunta, Luigi Sofia capogruppo di Sinistra unita per Pisa. "L’ipotesi Invimit al momento non è percorribile". Questa la risposta dell’assessore al patrimonio Filippo Bedini, l’unico che abbia risposta perché l’interrogazione di Sofia coinvolgeva anche l’assessore al commercio Paolo Pesciatini ed il sindaco Michele Conti. Chi però, nel 2023, parlò per la prima volta di Invimit è stata l’assessora Frida Scarpa che intravedeva la possibilità di destinare l’immobile a studentato.

Invimit ha risposto picche, e la ex Mattonaia rimane un vulnus, una ferita che non si rimargina da oltre venti anni, un vero e proprio fardello immobiliare in pieno centro che asta dopo asta ai privati, è stato rimandato al mittente. Sofia non molla e continua nella sua interrogazione con altre domande: "Quali sono le proposte del Comune per integrare il complesso della Mattonaia nell’offerta culturale e commerciale della città, considerando i precedenti tentativi falliti di trasformazione in mercato coperto?". La risposta è: "Nessuna. L’immobile non è funzionale ad attività di tipo culturale".

Dalle risposte di Bedini si evince che il Comune sta incontrando altri soggetti per l’acquisto della Mattonaia. Sofia chiede poi un coinvolgimento della cittadinanza soprattutto dei residenti del quartiere, ma la risposta è netta "visto che l’amministrazione vuole vendere l’immobile non si vede la necessità e nemmeno l’utilità di coinvolgere la cittadinanza". "Il progetto originale di costruzione di case popolari risale al 1984 – dice Sofia - finanziato dalla Gestione Case per i Lavoratori (Gescal), ma non è mai stato completato a causa di problemi finanziari. Il complesso è rimasto in uno stato di grave degrado e abbandono nonostante i tentativi di recupero, inclusa la proposta recente di trasformazione in un mercato coperto".

La Mattonaia è stata occupata più volte da movimenti cittadini e studenteschi con successivi sgomberi e sigilli. La prima occupazione risale al 2013 ad opera de Il Municipio dei beni comuni. Nel 2020, altro tentativo della Giunta Conti di mettere in vendita la Mattonaia con una base d’asta valutata da un advisor privato di circa due milioni di euro.

Il Comune dovette risolvere anche un contenzioso con la parrocchia di San Michele in Borgo. Nel 2016, l’asta era quasi di tre milioni di euro. Nel 2021 erano già cinque le aste andate deserte. Insomma, quegli 11 appartamenti (a vocazione edilizia popolare) a cui si sommano sette-otto fondi commerciali rimarranno ancora una ferita architettonica e sociale aperta. Fino a quando?