Intelligenza artificiale: "Il 2024 sarà l’anno della vera rivoluzione fra sfide e opportunità"

Antonio Cisternino, presidente del Sistema Informatico dell’Università "Assisteremo al suo ingresso nella vita quotidiana e nella produttività. Ma non perderemo posti di lavoro e migliorerà le performance".

Intelligenza artificiale: "Il 2024 sarà l’anno della vera rivoluzione fra sfide e opportunità"
Intelligenza artificiale: "Il 2024 sarà l’anno della vera rivoluzione fra sfide e opportunità"

Il 2024 si prospetta come l’anno in cui l’intelligenza artificiale diventerà dominante, influenzando in modo inevitabile tutti i settori lavorativi. Una menzione significativa è stata fatta dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno, definendo l’IA come la "rivoluzione del terzo millennio". Ma quali sono gli aspetti di cui il Presidente ha voluto mettere in guardia? Per rispondere a questa domanda, abbiamo parlato con il professor Antonio Cisternino, presidente del Sistema Informatico dell’Università di Pisa e consulente del Dicastero per la Comunicazione del Vaticano.

Mattarella ha parlato del "progresso inarrestabile" causato dall’intelligenza artificiale e della necessità di mantenere un carattere umano in questa rivoluzione. Quali sono le sfide di cui parla?

"Il Presidente ha parlato di un progresso inarrestabile. Dire che non si farà non è realistico. L’IA ci pone però delle sfide nuove che consistono per lo più nel rendere sempre più difficile distinguere ciò che è vero da ciò che non lo è. Prima dell’avvento delle macchine fotografiche, eravamo nello stesso stato, l’assenza di oggettività riapre ciò che l’umanità ha già affrontato. La capacità di manipolare le foto era riservata a pochi, ma non solo, anche la capacità di generare testo è altrettanto dirompente. Lo stesso si può dire del testo generato che trasforma i più in tuttologi facendo proprie informazioni non sempre corrette. Quello che è nuovo è l’accessibilità alla tecnologia senza richiedere particolari competenze".

Per quest’anno, cosa dobbiamo aspettarci?

"Nel 2024 assisteremo alla sua integrazione nei sistemi di produttività e nella vita quotidiana. L’impatto più grosso deve ancora arrivare, non in termini di licenziamenti, ma di mancate assunzioni. Le grandi compagnie hanno già tagliato le prospettive di assunzione per il futuro. Dall’altra parte, tanti si sapranno riqualificare e troveranno lavoro grazie all’IA. Come in tutte le cose ci sarà un bilanciamento. Trasformare il futuro in un mondo utopico e non distopico dipenderà solo da noi".

E i benefici?

"Un gruppo di ricercatori americani ha cercato di misurare l’impatto della consulenza attraverso ChatGPT, un argomento che ho anche presentato al Vaticano. I consulenti che utilizzano l’IA hanno dimostrato di essere più veloci e risolutivi nel risolvere i problemi. Chi non ne fa uso rimane indietro, generando potenzialmente delle disparità sociali. E’ stato osservato che, quando l’IA ha commesso degli errori, in media, coloro che non l’hanno utilizzata hanno fatto meglio. Questo evidenzia che l’uso di queste tecnologie richiede un forte spirito critico. Inoltre, i consulenti meno abili ne hanno beneficiato maggiormente. Questo ha ridotto il divario nelle performance, agendo come un livellatore, mitigando le disparità legate alle capacità che sono fonte di disuguaglianza sociale".

Ma così l’uomo smetterà di pensare?

"La qualità della risposta dipende anche dalla qualità della domanda. C’è una citazione che rubo dai libri di fantasy di Eragon: ’Quando puoi ottenere una cosa con poche parole, quello che conta è il viaggio, non la destinazione’. Nel momento in cui automatizziamo tutto, iniziamo a dare valore al percorso che porta alla creazione delle cose. Con l’avvento dei primi computer si pensava che dovessimo tutti diventare ciechi. In realtà non è successo. Dobbiamo solo assicurarci di non lasciare nessuno indietro".