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8 ott 2020

Il Nobel per la Medicina "parla" anche pisano

Il professor Ferruccio Bonino ha collaborato per anni negli studi sull’epatite C con il collega britannico Michael Houghton, insignito del riconoscimento

8 ott 2020
Il professor. Ferruccio Bonino, già ordinario di gastroenterologia
Il professor. Ferruccio Bonino, già ordinario di gastroenterologia
Il professor. Ferruccio Bonino, già ordinario di gastroenterologia
Il professor. Ferruccio Bonino, già ordinario di gastroenterologia
Il professor. Ferruccio Bonino, già ordinario di gastroenterologia
Il professor. Ferruccio Bonino, già ordinario di gastroenterologia

Il Nobel per la medicina "parla" anche pisano. Perchè il professor Ferruccio Bonino, professore ordinario di gastroenterologia a Pisa (ora in pensione), e i suoi collaboratori hanno contribuito ai lavori dello scienziato britannico Michael Houghton e degli americani Harvey J. Alter e Charles M. Rice insigniti del massimo riconoscimento, per la scoperta e caratterizzazione del virus dell’epatite C e delle metodiche di laboratorio per la diagnosi della malattia. Già dal 1979 Bonino era alla sezione dell’epatite del National lnstitute of Allergy in Maryland. Negli anni ’80 ha collaborato strettamente Michael Houghton, ricorda, in particolare organizzando "il lavoro di raccolta dei sieri di riferimento da pazienti con epatite allora definita Non A Non B in Italia". Sino al 1989 infatti l’epatite C veniva chiamata, appunto, "epatite non A non B", sottolinea il professor Bonino. Ai tre Nobel, e ai loro collaboratori, va il merito fondamentale di aver prima con Harvey J. Alter identificato in pazienti con epatite Non A Non B acuta i giusti inoculi infettivi di riferimento per gli esperimenti di trasmissione negli scimpanzè, che hanno permesso a Michael Houghton e il suo gruppo di arrivare all’isolamento del primo clone virale e poi all’identificazione e caratterizzazione del virus e degli antigeni virali target della risposta immune anticorpale. In seguito Charles M. Rice ha identificato il meccanismo di replicazione virale che è stato basilare per lo sviluppo dei farmaci antivirali che ora curano la malattia che stata finora una della principali cause di cirrosi e tumore del fegato assieme all’epatite B e D. Partendo dalle scoperte dei tre Nobel, oggi grazie al loro importante contributo, l’epatite C non fa più paura. Un’attività di ricerca combinata alla quale sono giunti contributi su specifici segmenti, anche da studi e ricerche di luminari italiani, come il professor Bonino, con alle spalle altre pubblicazioni e ...

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