"Dup frettoloso, deludente e incompleto"

L'amministrazione Conti presenta un documento strategico per il futuro della città deludente e incompleto. La lista civica La città delle persone presenta 40 emendamenti e sei ordini del giorno per migliorarlo. Un'idea diversa di Pisa è possibile.

"Dup frettoloso, deludente e incompleto"
"Dup frettoloso, deludente e incompleto"

"Il Dup è un documento strategico per il futuro della città, e l’amministrazione Conti sceglie di forzare le scadenze e comprimere il dibattito, presentando un documento deludente e non all’altezza, vago, incompleto". Così Paolo Martinelli, ex candidato sindaco del centrosinistra e capogruppo della lista civica La città delle persone. "Niente sull’acqua come bene pubblico, niente regole per gli affitti brevi - osserva Martinelli - niente sulla povertà e il terzo settore, zero sull’amministrazione condivisa, sulla connessione tra imprese e università, sulla trasparenza, solo per citare alcune delle grosse lacune della proposta. Non si capisce se il documento sia così vuoto per tenersi le mani libere, senza nessun rispetto per i poteri del consiglio, o perché proprio manca un’idea di città. Non sappiamo cosa sia peggio e vogliamo denunciare di nuovo con forza come i consiglieri abbiano avuto solo pochi giorni per approfondire un atto tanto importante e per presentare emendamenti. Per tutto questo abbiamo ritenuto doveroso, per il bene di Pisa, provare a migliorarlo presentando circa 40 emendamenti e sei ordini del giorno".

Il capogruppo ricorda inoltre che la lista civica ha "chiesto l’aumento del personale educativo, il supporto all’innovazione tecnologica, politiche più efficaci di contrasto alle diseguaglianze, la riapertura delle ludoteche chiuse da quattro anni, la promozione di una cultura dell’integrità amministrativa, la collaborazione con i commercianti per sensibilizzare sulle sostanze stupefacenti e per una movida di qualità". "Purtroppo - conclude Martinelli - sappiamo che la destra sarà impermeabile alla maggior parte di queste richieste, ma noi pensiamo sia doveroso provare a sfruttare ogni margine di miglioramento nell’interesse della città e far capire forte e chiaro che un’idea diversa di Pisa è possibile".