Spaccio
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Pisa, 20 agosto 2019 - E' in ripresa, non è più intubata, respira autonomamente e avrebbe anche aperto gli occhi anche se resta sedata la sedicenne ricoverata nel reparto di rianimazione dall’altra domenica dopo una notte di sballo tra alcol e droga nei locali del centro storico. Il pusher che le ha regalato la dose di cocaina mista a eroina ha invece confessato e resta in carcere, anche se il suo avvocato, Massimo Parenti, ha già annunciato che depositerà oggi il ricorso al tribunale del riesame per chiederne l’immediata scarcerazione: «Ha ammesso di averle offerto la droga - ha spiegato il legale - ma non l’aveva mai vista prima e non sapeva che fosse minorenne. E’ stata lei a chiederla e lui, vedendo che era una bella ragazza, gliel’ha offerta per farle una cortesia». Il gip ha disposto per lui, Ahmed Nousaier, tunisino di 29 anni con precedenti specifici la misura cautelare in carcere: è accusato di lesioni in conseguenza di un altro delitto (la cessione di stupefacente, appunto).

Intanto, migliorano le condizioni cliniche della sedicenne. La giovane è fuori pericolo di vita e appare in ripresa, ma i medici non hanno sciolto la prognosi perché vogliono monitorare l’evoluzione clinica e valutare eventuali conseguenze dovute all’ipossia. La ragazzina, infatti, all’alba dell’11 agosto ha vomitato in seguito all’abuso di alcol mischiato alla droga, ma il rigurgito è finito nei polmoni e ha perso conoscenza. E’ giunta in ospedale in condizioni disperate e priva di coscienza, ma non è ancora chiaro per quanto tempo sia rimasta senza che l’ossigeno arrivasse al cervello.

La prossima settimana (lunedì o martedì), il prefetto Giuseppe Castaldo riunirà sulla vicenda il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica: è possibile che dal vertice in prefettura, al quale il nuovo presidente del coordinamento dei comitati civici, Francesco Pozzi, ha chiesto formalmente di essere invitato, scaturirà una stretta sui locali per arginare la vendita di bevande alcoliche ai minori. «Vogliamo dare - scrive il Coordinamento - un contributo specifico per combattere il fenomeno della malamovida, che viola i diritti dei residenti al riposo e alla quiete e crea situazioni diffuse di illegalità con effetti altamente nocivi sulla salute e sulla vita stessa degli utenti. Serve un “patto di civile convivenza”, anche con il contributo degli esercenti privati e della popolazione residente».