Don Luca Morini quando ancora poteva celebrare le messe
Don Luca Morini quando ancora poteva celebrare le messe

Pisa, 3 marzo 2018 - In tempi ragionevoli Luca Morini dovrà lasciare la casa tra viale Roma e Marina: l’abitazione è della diocesi e per Luca Morini, che ne usufruiva come sacerdote, il 23 gennaio il Vaticano ha emesso il «rescritto», la sentenza che di fatto sancisce come Morini abbia più titolo per abitarci. Come noto, per decisione della Congregazione, Luca Morini ha perso lo stato clericale.

Don Euro, al secolo don Luca Morini, è di origini vecchianesi, mentre il vescovo monsignor Giovanni Santucci originario di Pietrasanta, è legato a Pisa per essere stato parroco di Santa Maria Ausiliatrice e, poi, rettore del nostro seminario arcivescovile. I tempi dello «sfratto» dall’abitazione della curia saranno ragionevoli, poiché la scelta di monsignor Giovanni Santucci, in questa vicenda delicata che ha travolto la diocesi di Massa-Carrara e Pontremoli, è sempre stata quella da pastore ecclesiastico di non perdere mai di vista la persona. A pochi giorni dall’udienza preliminare dell’8 marzo, festa della donna e compleanno di Luca Morini, la decisione del Vaticano ha riportato alla ribalta ancora una volta la storia nata da una denuncia di Francesco Mangiacapra, avvocato che ha scelto di svolgere l’attività di escort.

«Quando ho appreso la decisione del Vaticano – commenta Mangiacapra – mi sono commosso. In questi tre anni ho sempre immaginato che questo traguardo che, a volte appariva irragiungibile, mi avrebbe appagato e reso sereno. Oggi non riesco a gioire perché mi rendo conto che questo provvedimento, tardivo, non cancella il dolore e la frustrazione che questo ex sacerdote ha provocato negli anni ai tanti fedeli, alle tante persone che avevano riposto fiducia, speranza e denaro, ad un’intera comunità che ha visto vacillare la propria fede nei confronti di un’istituzione. Mi chiedo: ora che Luca Morini ha perso i benefit chi pagherà il suo avvocato, cosa sarà del suo ‘tesoretto’ e della villetta in cui vive? Solo quando risolverò questi dubbi potrò pensare che un minimo di giustizia sia stata ripristinata. Non mi interessa vantarmi di quanto mi sono speso in questa vicenda. Ma se devo prendermi il merito di aver contribuito a chiudere il cerchio, questo merito voglio condiverlo con tutti i giornalisti che in questi anni hanno scritto di ‘don Euro’ e con tutti i fedeli che hanno avuto il coraggio di aggiungere la loro voce». Ora la vicenda che coinvolge con un ruolo marginale il vescovo Santucci e l’ex sacerdote Colombi, si gioca davanti al giudice delle udienze preliminari.