Uomini della polizia (. foto d’archivio
Uomini della polizia (. foto d’archivio

In attesa del processo d’appello la misura cautelare è quella del divieto di avvicinamento alla persona offesa. Istvanne Szegedi, 58 anni di Cascina, può rimettere piede a Livorno. Ma non deve avvicinarsi all’imprenditore Angelo Lo Coco che, per la Procura, fu vittima del tentato omicidio della moglie. E’ con questo titolo di reato che nelle prossime settimane il processo arriverà nel secondo grado di giudizio perché la pubblica accusa – che davanti il tribunale di Livorno aveva chiesto 13 anni – ha impugnato la sentenza di primo grado dove l’ex moglie del noto imprenditore era stata condannata per lesioni aggravate a due anni e mezzo di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 5mila euro, rimandando al giudice civile la quantificazione del danno. L’aggressione si consumò il 4 maggio 2019 nell’appartamento della coppia, in via Borsi a Livorno, dopo l’ennesima lite.

Erano le 7.30 di mattina e l’arma

usata fu un coltello da bistecca preso da un cassetto della cucina. Fu Lo Coco a dare l’allarme al 113: quando i poliziotti arrivarono lo trovarono spaventato e

insanguinato. Lei aveva l’arma in mano. All’origine del litigio ci

sarebbe stata la gelosia della donna, che faceva la badante,

verso il marito. Lo Coco fu trasportato al Pronto soccorso. Istvanne Szegedi, sconvolta e in lacrime, venne arrestata e portata

in carcere a Firenze nel quale è

stata detenuta fino a poche settimane prima della sentenza di primo grado.

C. B.