La dottoressa Roberta Ricciardi
La dottoressa Roberta Ricciardi

Pisa, 2 aprile 2020  - Il cortisone per ridurre le complicanze da Covid-19? È il parere di Roberta Ricciardi, responsabile del percorso miastenia inserito in Neurologia e Chirurgia Toracica dell’Aoup.
Dottoressa Ricciardi, perché proprio il cortisone potrebbe essere importante per aiutare i pazienti affetti dal coronavirus?
"Occupandomi di miastenia da tanti anni, ho sempre trattato i pazienti col cortisone anche per il recupero degli stessi. L’utilizzo prevalente è quello del Prednisone e del Desametasone rispettivamente per la terapia cronica quotidiana e per le situazioni di emergenza. Il Coronavirus coinvolge l’apparato respiratorio e la complicanza più grave è rappresentata dalla fibrosi polmonare e dall’insufficienza respiratoria. Ecco perché ho pensato che l’utilizzo del cortisone avrebbe potuto rallentare questo pericoloso processo".
Qual è stato il passo successivo?
"Un mio paziente di Brescia si è ammalato di una forma importante di Coronavirus, tanto da aver avuto bisogno del respiratore e ho collaborato fin da subito con i colleghi dell’ospedale bresciano. Su mia sollecitazione hanno condiviso l’idea di incrementare la terapia cortisonica in atto e il miglioramento è stato rapido, con il paziente che ieri è stato trasferito a casa".
La terapia è entrata a far parte di un protocollo ufficiale?
"Sì, la regione Lombardia l’ha inserito nel protocollo di indicazioni orientative a supporto dei clinici che dovranno adattarle alle specifiche esigenti dei singoli pazienti anche il Metilprednisolone, utilizzato prevalentemente nella ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Contemporaneamente, la terapia cortisonica è stata inserita nel protocollo di trattamento del Coronavirus anche a Crema, al San Giuseppe di Milano, allo Spallanzani di Roma e a Trieste. Io preferirei utilizzassero il Desametasone a dosaggi medio alti ma bisogna comunque anche il Metilprednisolone è un ottimo cortisone. Ritengo altresì che chi ha in atto una terapia cortisonica si ammali meno e che possa fungere da protettore".
Cosa ne pensa di altre terapie come l’uso del Tolicizumab?
"Penso che quell’anticorpo monoclonale, utilizzato prevalentemente nel trattamento dell’artrite reumatoide, potrebbe, a mio avviso, essere sostituito dalla terapia cortisonica, ma dovranno essere gli specialisti a valutare".
A Pisa vi siete confrontati su questo tema?
"In direzione ne sono al corrente. Io stessa, lavorando tra chirurgia toracica e neurologia, ho stretti contatti con gli anestesisti. Anche i nostri chirurghi toracici sono molto positivi nei confronti dell’utilizzo del cortisone e mi supportano in questo utilizzo. Sono quindi fiduciosa che presto anche Pisa si associ quindi a questo protocollo magari con le mie piccole variazioni proposte".
Qual è la sua speranza?
"In attesa di un vaccino e di una cura definitiva, spero che il nostro antico cortisone possa davvero rappresentare un utile supporto per ridurre le complicanze più temibili".
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