Pisa, 1 giugno 2020 - Dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari, altre 8 misure personali tra obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria più il sequestro di tre società, 20 conti correnti, 103 veicoli tra auto, rimorchi, cisterne e moto per un valore di 14 milioni di euro, sono il bilancio di un'indagine condotta dalla guardia di finanza in collaborazione con l'Agenzia delle Dogane e coordinata dalla procura di Pisa, che ha scoperto una maxi frode nel settore del contrabbando di carburanti.

L'operazione, illustrata dal procuratore capo Alessandro Crimi e dal Colonnello Giancarlo Franzese della GdF della provincia di Pisa, ha consentito di sgominare una associazione a delinquere dedita al traffico di prodotti energetici per autotrazione che venivano immessi in modo fraudolento sul mercato.

Le accuse ai destinatari delle misure cautelari sono di contrabbando, autoriciclaggio e ricettazione. Nelle intercettazioni, i contrabbandieri si vantavano di essere dei veri professionisti: "non facciamo mica mozzarelle di bufala". Nel bagno di un autogrill di Rho, in provincia di Milano, i finanzieri hanno trovato la documentazione falsificata che veniva presa dai trasportatori dei carichi da immettere nel mercato legale.

Le indagini erano iniziate nel gennaio del 2019 dopo il controllo di un'autocisterna nei pressi di Crespina, nel Pisano, dove poi si scoprira' avere sede uno dei depositi di stoccaggio e manipolazione del prodotto oltre a quelli di Mantova e Verona. Le indagini hanno permesso di accertare che il prodotto oleoso, non sottoposto ad accisa, veniva acquistato all'estero (Germania, Austria, Slovacchia, paesi dell'est) e in Italia ne veniva falsificata la documentazione oppure miscelato con gasolio e benzina e poi immesso nel mercato.

E' stato anche accertato che l'associazione a delinquere, all'indomani dell'emergenza sanitaria da virus Covid 19, ha incrementato i traffici illeciti di questo prodotto, sfruttando i prezzi concorrenziali e la libera circolazione dei beni di prima necessita', tra i quali i carburanti. Sgominata l'intera organizzazione, dal vertice (un uomo di Volla, in provincia di Napoli, ora in carcere) ai contabili e responsabili dei vari depositi fino al trasportatori e i molteplici prestanomi delle societa' ai compilatori dei documenti falsi.

Le misure cautelari sono state eseguite a carico di soggetti residenti in provincia di Napoli, Caserta, Prato, Pisa, Firenze e Livorno. Le Fiamme gialle hanno stimato in circa 10 milioni di litri di profitto sottratti all'accisa.