Comune ultimatum sullo stadio: "Il Pisa scelga che cosa vuole fare"

Ordine del giorno bipartisan approvato in consiglio comunale. Conti: "Vogliamo delle risposte". La determina: "Il club acceleri sull’investimento oppure chiarisca definitivamente che non intende farlo".

Il caso "Arena Garibaldi" mette d’accordo le forze politiche di maggioranza e opposizione per chiedere alla società nerazzurra chiarezza in merito alla ristrutturazione dello stadio. Un compromesso politico è infatti alla base dell’ordine del giorno discusso ieri in consiglio comunale relativo al bilancio di previsione 2024-26. Il consiglio comunale ha infatti impegnato il sindaco e la giunta a "invitare la società Pisa Sporting Club ad accelerare nell’esecuzione dell’investimento promesso dichiarandosi disponibile anche a valutare un’eventuale proposta di acquisto dell’impianto sportivo oppure di chiarire definitivamente la non possibilità a procedere - scrivono nella determina diffusa dalle forze politiche di maggioranza e minoranza - individuando diversi percorsi di adeguamento della disponibilità infrastrutturale qualora risulti nei fatti improcedibile quanto ad oggi pianificato".

La premessa è chiara perché "da anni è prevista una ristrutturazione dell’Arena Garibaldi che consenta alla città e alla squadra del Pisa Sporting Club di avere a disposizione una infrastruttura adatta alle esigenze - viene scritto nella determina del consiglio comunale -. Da anni è stata approvata la variante urbanistica che consente alla società di presentare un progetto di riqualificazione dello stadio nella stessa collocazione dove adesso sorge l’attuale stadio, ma ad oggi non è stato concretamente redatto un progetto di ristrutturazione, nonostante tale intenzione sia stata espressa ripetutamente nel tempo".

Il Comune di Pisa – Maurizio Nerini (FdI) è stato il primo firmatario – inoltre considera che "l’amministrazione sta procedendo ad onerosi interventi urgenti per far fronte a necessità manutentive impellenti nel frattempo palesate – prosegue la determina, – e le risorse impiegate in futuro potrebbero costituire un inutile spreco di risorse nel caso si procedesse realmente in tempi brevi alla complessiva ristrutturazione ad oggi più volte dichiarata e non perseguita dalla società".

Ben 24 i voti a favore contro un unico astenuto, Ciccio Auletta: "Riteniamo che, rispetto al soggetto societario – spiega il consigliere di Diritti in Comune –, la vendita dell’Arena non sia da contemplare tra le strade percorribili". Il sindaco Michele Conti ha poi spiegato le motivazioni di questo atto politico: "Il compromesso è stato necessario nell’ottica di ricevere delle risposte da parte della società nerazzurra – spiega in primo cittadino –. La questione che riguarda l’eventuale vendita dell’impianto passerà da qui, di competenza peculiare del consiglio comunale - conclude rassicurando il sindaco replicando ad Auletta -. Vi sarà nel caso uno specifico percorso con una valutazione e un advisor". Significativo infine l’atto per il consigliere del Pd Andrea Ferrante: "questa decisione è frutto di un confronto politico serio tra maggioranza e opposizione. La comunità non può subire in questo campo condizionamenti e ritardi che poi costringano a far scelte d’emergenza - dichiara Ferrante -. La politica non faccia la guerra, ma faccia fronte comune".