di Elia Folco Con il nuovo dpcm del governo i bar e ristoranti sono obbligati a chiudere alle 24, mandando via tutti i clienti che rimangono fino a quell’ora nei locali. Ma a questo punto nasce un problema: i ragazzi – che sono usciti a divertirsi con gli amici e sono in giro da poche ore –, non hanno intenzione di tornare a casa e vogliono continuare la serata. Non avendo però alcun luogo dove potersi sedere, si riversano tutti nelle vie e piazze del centro, dando luogo a una situazione paradossale, che fino a mezzanotte non esiste, e prende piede solamente con la chiusura delle attività. Una situazione che fa anche un po’ storcere il naso ai...

di Elia Folco

Con il nuovo dpcm del governo i bar e ristoranti sono obbligati a chiudere alle 24, mandando via tutti i clienti che rimangono fino a quell’ora nei locali. Ma a questo punto nasce un problema: i ragazzi – che sono usciti a divertirsi con gli amici e sono in giro da poche ore –, non hanno intenzione di tornare a casa e vogliono continuare la serata. Non avendo però alcun luogo dove potersi sedere, si riversano tutti nelle vie e piazze del centro, dando luogo a una situazione paradossale, che fino a mezzanotte non esiste, e prende piede solamente con la chiusura delle attività. Una situazione che fa anche un po’ storcere il naso ai ristoratori, che invece si fanno in quattro per rispettare tutte le nuove normative, con lo spettro dei controlli sempre presente.

"Noi quasi speriamo che ci siano questi controlli – afferma Daniela Petraglia, del ristorante La Pergoletta in via delle Belle Torri, vicino a Piazza della Berlina –. Mi spiego. Non siamo per nulla preoccupati, abbiamo sempre lavorato con attenzione e rispetto delle regole e siamo pronti a qualsiasi tipo di controllo. Anche perché i nostri clienti sono sempre giudiziosi e rispettosi delle regole, poi gli incoscienti esistono un po’ ovunque, ma sono casi isolati. Se però poi ci sono i ragazzi in centro che magari comprano una birra da qualche venditore abusivo è un problema serio, e questa cosa purtroppo accade, basta guardarsi intorno per vederlo in una città come Pisa".

"Nei locali il distanziamento viene rispettato – aggiunge il titolare del locale Bazeel, all’incrocio tra Piazza Garibaldi e Lungarno Pacinotti, Luca Pacini – noi ci siamo attrezzati, avendo anche la fortuna di avere uno spazio ampio, non è questo il problema. I nostri clienti rispettano le normative, anche perché si tratta di una piazza abbastanza presidiata: basti pensare che a volte capita di vedere qualcuno che attraversa il Ponte di Mezzo senza indossare la mascherina, ma quando poi vede le forze dell’ordine a controllare la zona se la mette. Si tratta però più di paura che di senso civico".

Anche Pacini sottolinea il problema che si viene a creare una volta che chiudono i locali: dopo la chiusura, le piazze si riempiono. "Solo dai locali che ci sono qui intorno a piazza Garibaldi possono uscire circa 2-300 persone, contando quello che arrivano dalle vie vicine. Noi possiamo anche seguire le norme che ci sono, ma se poi la gente si aggrega in piazza è un problema, anche perché un ragazzo che esce alle 10 di sera non torna a casa a mezzanotte".

"Da noi sono già venuti due-tre volte a fare i controlli, ma le forze dell’ordine sono anche state disponibili con noi, chiedendoci se avessimo problemi. Tengono conto del fatto che da parte nostra c’è il massimo impegno a rispettare ogni norma". A dirlo è Luigi Fortino, titolare con la moglie Anna della Griglieria Le Vettovaglie in piazza delle Vettovaglie, una di quelle più coinvolte nella movida pisana. "Noi chiudiamo alle 23, quindi non assistiamo direttamente al movimento, però spesso sui giornali e sui siti vediamo immagini che parlano da sole. Il problema è qualcuno compra da venditori abusivi delle birre, che poi vengono consumate in giro. Queste restrizioni rischiano di tagliare le gambe alla nostra economia, e se poi in giro si riscontrano problemi non va bene".