Al setaccio tutti i video. Il ‘giallo’ delle bodycam. Ed è massima allerta per il corteo-bis di sabato

La questura ha invece inviato la relazione di servizio e tutti i filmati girati in via San Frediano. Da valutare anche se ci siano state condotte aggressive anche da parte dei manifestanti. Testimoni da sentire .

Al setaccio tutti i video. Il ‘giallo’ delle bodycam. Ed è massima allerta per il corteo-bis di sabato

Al setaccio tutti i video. Il ‘giallo’ delle bodycam. Ed è massima allerta per il corteo-bis di sabato

Sono giorni intensi, molto complicati. Dove si lavora su un doppio binario: l’inchiesta della procura sui fatti di venerdì, ma anche il lavoro di prevenzione in vista della grande manifestazione di sabato. I carabinieri hanno consegnato tutti i video della videosorveglianza urbana, dopo averli analizzati. La questura ha invece inviato la relazione di servizio e tutti i filmati girati in via San Frediano dagli agenti della Digos e della polizia scientifica. I poliziotti del reparto mobile invece non avevano la body cam, una delle dotazioni strumentali al corpo antisommossa ma che richiede una procedura particolare che deve essere preventivamente autorizzata e motivata in concomitanza di specifiche esigenze operative per servizi ad alto rischio. Secondo quanto si apprende, inoltre, sarebbe dovuta arrivare dal questore di Pisa la richiesta di attivazione della body cam e così non è stato. Insomma per il corteo studentesco di venerdì non si era ritenuto di adottare procedure speciali. Nei prossimi giorni la procura dovrà decidere come procedere e se, in base all’informativa inviata dai carabinieri relativa all’analisi dei filmati di videosorveglianza urbana, si possano ravvisare ipotesi di reato (e quali) ma anche se vi siano state condotte violente, o comunque aggressive, da parte dei manifestanti tali da giustificare una reazione così incisiva da parte della polizia. Valutazioni che, probabilmente, saranno fatte anche dopo avere acquisito alcune testimonianze.

Intanto polizia e carabinieri sono al lavoro per eseguire tutti gli accertamenti necessari in vista della manifestazione di sabato prossimo. Si scandagliano i social per prevenire qualunque tipo di rischio di infiltrazione di frange estremiste che possano approfittare di un clima di generale nervosismo per obiettivi diversi da quelli rivendicati in questi giorni dagli studenti. "Pisa non ha paura" è lo slogan adottato in questi giorni dai collettivi studenteschi per ribadire la loro volontà di manifestare per la Palestina ma anche "per ribadire la richiesta di dimissioni del questore che non ha saputo gestire la piazza". La previsione è che i giovani e giovanissimi in piazza saranno davvero tanti. Migliaia. "In lotta per la pace e la libertà di espressione", dicono convinti. Molte facce imberbi, ma tanta determinazione. "Ci chiamano ragazzini - hanno ribadito anche ieri in Comune - ma non hanno esitato a menarci. Ci insultano perché dicono che siamo una generazione che pensa solo a social e telefonini, ma quando ci impegniamo ci prendono a manganellate".

La rabbia è tanta, ma l’obiettivo dei promotori è dimostrare che "Pisa manifesta, ma non picchia". E anche il lavoro di intelligence di queste ore è finalizzato a questo obiettivo: garantire un servizio d’ordine adeguato, probabilmente discreto, per assicurare lo svolgimento di un corteo (il ritrovo è alle 14 in piazza Vittorio Emanuele) sicuro e pacifico, Senza inutili provocazioni. Da parte di nessuno.