Antonia Casini e Enrico Mattia Del Punta
Cronaca

Pestato al pronto soccorso, esplode la rabbia dei familiari. “Quell’uomo non doveva stare lì”

L’aggressore, cinquant’anni, non ricorda nulla di quello che è accaduto l’altra sera. L’anziano è ancora ricoverato in prognosi riservata e le sue condizioni preoccupano

Polizia (foto di repertorio)

Polizia (foto di repertorio)

Pisa, 8 novembre 2024 - ”Non ricordo nulla”. L’aggressore si trova in carcere: è un uomo sui 50 anni di origine romena che è stato arrestato dalle Volanti la mattina dopo la serata di violenza al Pronto soccorso di Pisa. La vittima, un 79enne che abita nell’area pisana, è stabile ma ancora in prognosi riservata. L’anziano martedì, intorno alle 20, era nella sala d’attesa del Pronto soccorso di Pisa, stava aspettando di rientrare a casa dopo aver portato in ospedale la moglie che non si sentiva bene. E anche lui ha problemi di salute. All’improvviso, e senza un motivo, è stato spintonato dal 50enne, condotto al Ps in ambulanza perché in forte stato di agitazione per aver bevuto alcol. Le telecamere della videosorveglianza interna hanno ripreso la scena. Quando è caduto a terra, l’uomo ha continuato a preoccuparsi per la salute della sua compagna di una vita: “Pensate a lei, come sta mia moglie?”.

È stato soccorso subito dal personale sanitario e dai familiari che si trovavano con lui. Il figlio era andato a recuperare l’auto al parcheggio per poi fare rientro nell’abitazione in provincia di Pisa. La sua famiglia è preoccupata, in ansia da giorni, ormai, ma anche arrabbiata. “Non doveva succedere, quell’uomo non doveva stare lì”, hanno detto da subito i parenti a chi era presente. E proprio i presenti, altri pazienti e loro familiari, hanno fatto scudo circondando il 50enne in attesa che arrivasse la polizia.

L’uomo è conosciuto per aver problemi con l’alcol e per frequentare il pronto soccorso. “Spesso viene qui”, raccontano gli operatori che si trovano sempre più di sovente a dover affrontare episodi di violenza. Le aggressioni sono quotidiane, fisiche e verbali. Stavolta non è toccato a loro, ma a un ospite della struttura sanitaria. Ma il dolore è lo stesso. L’Azienda ospedaliero universitaria pisana ha istituito da mesi “un servizio di vigilanza h24 interno al pronto soccorso, oltre ad aver imposto che tutti i varchi di ingresso carrabili ai due presidi ospedalieri siano presidiati da vigilanza”. Ma per i sindacati di medici e infermieri non basta ed è necessario un presidio fisso di polizia.

“Un fatto di grandissima gravità – commenta l’assessore regionale per il diritto alla Salute, Simone Bezzini – e che richiama ulteriore attenzione rispetto al tema della sicurezza nell’ambito delle strutture sanitarie, e tra queste, in particolare nei luoghi più sensibili”. “La Regione si è impegnata pochi mesi fa assegnando 2 milioni di euro per cercare di implementare gli elementi di sicurezza – prosegue – Chiaramente servirebbero più risorse che nella prossima Finanziaria purtroppo saranno invece ridotte. La Regione Toscana ha incontrato prefetture e forze dell’ordine. Ma c’è anche un tema a cui porre attenzione: come vengono usati i Ps. Sono reparti che devono essere usati per finalità sanitarie. E non per casistiche sociali. Quindi, tutti insieme dobbiamo trovare canali di accoglienza diversi per situazioni di sofferenza e marginalità; organizzare confronti istituzionali nei territori che aiutino i Ps a scaricare la tensione a cui ora sono sottoposti. Fare squadra, insomma, per evitare accessi impropri. Non tutto può arrivare al pronto soccorso”.