Aeroporto Galilei di Pisa
Aeroporto Galilei di Pisa

Pisa, 7 maggio 2021 - Pochi passeggeri, molta voglia di ri-partire. In ogni senso. Mattinata al "Galilei" di Pisa. In un giorno pieno di sole di inizio maggio. Alle 10 l’aerostazione all’esterno è quasi deserta, ci sono i dipendenti, gli agenti della polaria, i militari della guardia di finanza. I volontari della Misericordia che eseguono i test sui viaggiatori, ma gli ospiti, quelli che rendono vivi i cieli, ancora scarseggiano. E’ lontano il via vai di qualche anno fa. L’ingresso è unico e filtrato: si misura la temperatura, si guarda subito la carta d’imbarco. Amici e parenti non possono entrare. Ci si può salutare solo all’aperto. Alcuni paesi hanno riaperto i confini da pochissimo. Ma la fiducia, quella c’è. I viaggi, per il momento, sono ancora solo per lavoro e studio. Come per Federico Dell’Immagine, pisano, accompagnato dalla mamma Monica e da altri familiari. Lui sta andando ad Amsterdamo per realizzare il suo sogno, cantare e vivere proprio di quello. "Dopo dieci anni torno a volare", ci racconta. "Fino a ora qui facevo il cameriere-pasticcere, ma adesso ho trovato già qualcosa fuori dall’Italia, spero che vada a buon fine". "Ci sono poche persone – aggiunge la mamma – lo si nota subito, basta osservare il parcheggio".

Un po’ distante, c’è anche Katherine Michelle Leon Eras, in attesa di imbarcarsi. "Vado in Belgio dove sto frequentando Economia per la laurea magistrale. Abito a Firenze, ma ho scelto Pisa perché sono venuta nella città della Torre dai miei. Nel 2021 è la prima volta che parto da qui: in avevano chiuso le frontiere. Ero là fino a poco tempo fa". Tra prima del virus e il dopo "c’è molta differenza. Lo si vede da tante cose, non solo l’affluenza, ma anche dalla disponibilità degli aerei, mi c’è voluto tanto per trovarne uno". Chi arriva è un po’ spaesato, spesso, si dirige alla vecchia entrata, ma con il Coronavirus tutto è cambiato, il passaggio è filtrato per evitare che ci sia troppa gente ad attendere.

Il bar che si affaccia sull’esterno, alle 10, è ancora abbastanza vuoto. E’ aperto dal 2014 e durante il lockdown non ha mai chiuso. "Ieri però – assicurano – c’erano tanti passeggeri. Certo, mancano molto gli stranieri". Il deserto dei mesi più duri? "E’ stato sconfortante". "Ma adesso le premesse ci sono tutte e la speranza è che si ricominci a viaggiare".

Dentro l’aerostazione si intravedono poche valigie, fuori, un gatto percorre il lungo marciapiede che si trova davanti all’entrata unica. Dopo poco, arriva una signora che ci racconta che quel micio è da anni che vive al Galilei. Lei gli porta da mangiare, lui si sdraia al sole, quando c’è, come stamani, nonostante il vento. Ma non c’è il vai e vieni di mezzi che di solito si vedeva poco tempo fa. Non solo macchine. Molto è cambiato. Su ogni porta a vetri, per esempio, sono appese le regole per tenere lontano il virus: mascherina, gel e distanza.

Fermo, da mesi, ormai, anche il People Mover. Una catena e alcuni cartelli avvisano gli utenti che c’è un altro sistema, adesso per raggiungere i treni. Il mezzo avrebbe dovuto riprendere a funzionare dal 5 aprile, ma è poi slittata la data perché manca il traffico aeroportuale. Il servizio, che collega l’aeroporto alla Stazione, è garantito lo stesso con una navetta che passa con frequenza (almeno nelle due ore e mezzo che siamo rimasti nella piazza di fronte). Era stato sospeso a novembre scorso. Temporaneamente chiuso anche il parcheggio scambiatore sull’Aurelia. Chi è pisano e ha visto il nostro aeroporto nei tempi del boom, non vede l’ora di tornare a non trovare più posto per l’auto, come accadeva prima, e a fare la fila per un caffè. Segni di normalità.