Addio al retone colorato. Simbolo di Marina. Distrutto dalle onde: "Un colpo al cuore"

L’iconica bilancia costruita nel dopoguerra per la pesca

Addio al retone colorato. Simbolo di Marina. Distrutto  dalle onde: "Un colpo al cuore"
Addio al retone colorato. Simbolo di Marina. Distrutto dalle onde: "Un colpo al cuore"

di Gabriele Masiero

PISA

Il "Retone" colorato di Marina non c’è più. Inghiottito dalle onde alle più di 6 metri che ieri mattina hanno devastato Marina. Il mare si è "mangiato" anche questa icona della nostra storia recente. Abbattuto da un libeccio cattivo e una mareggiata furiosa che ha fatto danni in tutto l’abitato marinese. I "Retoni" sono da sempre il panorama dei pisani, collocati a Boccadarno in mezzo al mare e con le Alpi apuane alle spalle che quando sono innevate sembrano la quinta di una favola di Natale a teatro. Strutture in legno, progettate e costruite dai pescatori dopo la Seconda Guerra Mondiale, sono in grado di regalare un panorama unico a chi vive e a chi passa da Marina di Pisa. Li si può vedere percorrendo il viale D’Annunzio, arrivando alla foce del fiume, con la pineta del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli sulla destra e il Porto di Pisa sulla sinistra.

Le Alpi Apuane completano la splendida scenografia sullo sfondo. "Retoni" è l’appellativo dialettale, perché in italiano queste capanne si chiamano "bilance" e adottano un sistema di pesca che prevede che le reti vengano immerse fino al fondale per poi essere tirate nuovamente su dopo alcuni minuti. Ci sono reti da 10x10 metri, ma anche reti più grandi da 22x22 metri. Negli anni del Dopoguerra la pesca rappresentava, per i marinesi e non solo, un’importante fonte di guadagno e ancora oggi alcune di queste strutture appartengono a pescatori che consentono di cimentarsi con questa particolare pratica, più spesso si sono trasformate in luoghi conviviali dove trascorrere giornate di relax insieme ad amici e parenti.

Luoghi del cuore che oggi appaiono feriti. Sfregiati. Basta ascoltare le parole di Francesco Thomas Ferretti, marinese doc, cantante frontman dei Quadrosonar, pittore innamorato di Marina e scrittore di apprezzati romanzi: "Dai ricordi degli anziani e dalle vecchie foto se ne contavano a decine, sparsi qua e là, oggi erano rimasti i quattro di Boccadarno, compreso quello colorato di verde, giallo e rosso che era diventato un simbolo per tutti gli amanti della fotografia, della pittura e della bellezza paesaggistica. Ieri la più grande mareggiata mai vista se lo è portato via e con lui tutte le splendide immagini che dal bianco e nero degli anni ’50 all’alta definizione dei giorni odierni lo avevano ritratto come una meravigliosa attrattiva storica e turistica, dando a me a tantissimi marinesi e pisani, un vero colpo al cuore".