Una giornata a Montecatini Terme per approfondire la plusdotazione degli studenti

La plusdotazione dei bambini è un tema importante: domani al Teatro Verdi di Montecatini si terrà una giornata interamente dedicata a questo tema. Docenti e famiglie raccontano le loro esperienze per fornire stimoli e strumenti adeguati ai bambini plusdotati.

Una giornata per approfondire il tema degli studenti plusdotati

Una giornata per approfondire il tema degli studenti plusdotati

Sostenere i bambini gifted, ovvero i plusdotati, fornendo loro a scuola gli adeguati stimoli e strumenti, partendo da una adeguata formazione dei docenti. Affinché non si disperdano. Domani al Teatro Verdi di Montecatini si terrà una giornata interamente dedicata al tema della plusdotazione. L’iniziativa “(In)Formiamoci sulla Giftedness“ nasce dalla collaborazione tra Associazione Teatrale Verdi Montecatini e Associazione Arborescienza, una rete di centinaia di famiglie presenti in tutta Italia, particolarmente attive in Toscana, Valdinievole compresa. Ecco alcune testimonianze del nostro territorio. "A scuola, come a casa, non stava mai fermo - racconta una mamma - tanto da spingerci ad approfondire in merito a un possibile ADHD. Ci siamo così affidati a neuropsichiatria Asl per l’infanzia: ma tutti i test somministrati escludevano qualsiasi disturbo specifico dell’apprendimento. Al contrario, risultava un quoziente intellettivo ben al di sopra della media. È così che ho iniziato a indagare su quale potesse essere la causa degli atteggiamenti di mio figlio, fino a trovare nell’Associazione Arborescenza le risposte che cercavo". Un’alta mamma racconta: "Abbiamo sempre pensato che nostro figlio fosse un bambino “avanti“. Con l’ingresso alla primaria però, i primi problemi: noia in classe, incomprensioni, assenza di disponibilità da parte dei docenti, fino al rifiuto in toto della scuola e la richiesta ogni mattina di restare a casa. Profilo emerso: highly gifted. Vano il confronto con i docenti e il tentativo di metter loro a disposizione, a nostre spese, professionisti formati". E poi: "Ci sono momenti di meraviglia, altri in cui sei sopraffatto, demoralizzato e poi di nuovo grato... una continua altalena di emozioni. L’ambiente senz’altro più duro per loro è la scuola". Chiosa un’altra mamma: "Socievole e gioiosa, ma precoce. I campanelli d’allarme c’erano tutti sin dalla materna: senza sonno, ipersensibile, ipereccitabile, autodidatta, e con un’innata capacità di astrazione. Neurodivergenza all’epoca era per noi una parola lontana. Giftedness, pura fantascienza. Con l’ingresso alla primaria: la voragine, il panico. Quel suo “essere altro“, che a scuola teneva ben nascosto, implodeva a casa in frustrazione e dolore. Ad oggi, grazie a un piano didattico personalizzato, le è tornato il sorriso".