Pronto soccorso a tappo. Medici oberati di lavoro. Tanti disagi per l’utenza

I cittadini si lamentano e chiedono a gran voce d’incrementare il personale "C’è preoccupazione: il problema è che servono nuovi professionisti".

Pronto soccorso a tappo. Medici oberati di lavoro. Tanti disagi per l’utenza

La situazione affollatissima di ieri al pronto soccorso dell’ospedale di Pescia

"Un’atmosfera da bolgia dantesca". Queste sono state le parole con cui alcuni utenti della struttura hanno descritto la situazione del pronto soccorso nella giornata di ieri. "Il personale è attento e professionale – sostiene il figlio di un paziente – ma non riescono a reggere il ritmo". Il reparto di medicina di urgenza è pieno di barelle, ognuna con un paziente. Nelle stanze e negli ambulatori, ma anche nei corridoi.

"Adesso la situazione sembra essersi regolarizzata – ha spiegato un’altra utente nel tardo pomeriggio – ma ci sono stati momenti incredibili. Le persone erano lì da ore, dalla mattina. E i parenti non riescono ad avere informazioni su quello che accade dentro, ai loro congiunti".

Mentre il comitato ’Ri-nascere in Valdinievole’ chiede di incrementare il personale del pronto soccorso (vedi l’articolo in basso), arrivano segnali che la coperta potrebbe in effetti essere corta. "Era una situazione prevedibile – sostiene un altro utente –, si arriva da due giorni festivi consecutivi, tutti quelli che hanno potuto sono rimasti a casa per Natale e Santo Stefano, per poi presentarsi al pronto soccorso". Voci di corridoio parlano di una settantina di accessi.

"Quando sono arrivato era davvero una bolgia dantesca – racconta il figlio di un paziente –; era pieno di persone, e ho sentito gridare".

Fra gli altri, si è presentato al pronto soccorso anche l’ex sindaco Oreste Giurlani, invitato a venire a monitorare la situazione da uno degli utenti, spazientito dopo ore di attesa. "Sono preoccupato – ha commentato –; il problema è che non vengono inseriti nuovi professionisti, quelli che ci sono adesso non ce la fanno più. È anche un problema di sicurezza: il personale smonta magari dopo aver passato la notte in servizio, va a casa, e poco dopo deve tornare in ospedale. La struttura ha superato i 30mila accessi in un anno. Una cifra enorme, soprattutto se si considera che non ci sono più pediatria e ginecologia.

"Sono stati tolti, a quanto mi risulta, dieci posti letto in chirurgia. E sento voci preoccupanti anche per la farmacia. È vero che sono stati fatti investimenti importanti per la sicurezza, ma quello che è successo in ginecologia ci deve far pensare. Anche lì era stato investito un milione di euro, e adesso il reparto è chiuso".