La memoria deturpata. Svastica nera sul cippo dedicato al partigiano Calugi

Il simbolo nazista è comparso nella serata di mercoledì suscitando sdegno. Il sindaco Torrigiani parla di "sfregio" e fa sapere che sporgerà denuncia.

La memoria deturpata. Svastica nera sul cippo dedicato al partigiano Calugi
La memoria deturpata. Svastica nera sul cippo dedicato al partigiano Calugi

Una svastica nera sul cippo intitolato al partigiano Giovanni Calugi. Ha suscitato sdegno il brutto gesto avvenuto nella tarda serata di mercoledì, di imbrattare con il simbolo nazista il monumento alla memoria inaugurato il 25 aprile 2021 in località Cerbaia, in via della Resistenza. Il cippo, che rientra in un più ampio progetto promosso dal Comune nell’ambito del protocollo d’intesa "Il 25 aprile nei luoghi della memoria", è stato imbrattato ’oscurando’ con una svastica le parole vergate "in memoria di Giovanni Calugi (1919-1993) – si legge sul cippo – valoroso comandante partigiano della formazione Sap di Lamporecchio, distintosi nella lotta al nazifascismo e nella liberazione della comunità il 2 settembre del 1944".

Le reazioni non si sono fatte attendere. Il sindaco Alessio Torrigiani non usa mezzi termini: "Chiunque sia stato è un codardo e un generatore di odio. Questo sfregio fa male a tutti e getta un’ombra inquietante su una comunità che ha combattuto e pagato con la perdita di vite umane la riconquista della libertà". Il primo cittadino ha annunciato che sporgerà denuncia.

Forte presa di posizione anche a livello regionale e nazionale. Da Roma, il deputato del Pd Marco Furfaro parla di "un fatto gravissimo, opera di ignoti e di codardi: uno sfregio che fa male a tutta la comunità di Lamporecchio e alla Toscana". Gli fa eco il deputato Dem e segretario del Pd toscano Emiliano Fossi: "Fatti come quello di Lamporecchio dimostrano che dobbiamo stare vigili – le sue parole – e che l’antifascismo è un concetto tutt’altro che superato".

Solidarietà al sindaco dal presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo: "Un atto grave e vergognoso – scrive –; in Toscana non c’è e non ci sarà mai spazio per l’odio e per i rigurgiti di ideologie come quella nazifascista sconfitte dalla storia". Mentre il consigliere regionale Marco Niccolai (Pd) parla di "un fatto che offende la memoria e la storia di un’intera comunità e della Toscanam, che hanno le loro radici nella Resistenza".

A livello locale, il Circolo Arci le Fornaci di Pistoia invita a "non abbassare mai la guardia", mentre il segretario provinciale di Rifondazione Ivano Bechini ricorda che "da tempo si moltiplicano episodi generatori di odio e figli di quella follia che vuole revisionare la storia di questo territorio: Lamporecchio non può accettare questi sfregi e di essere oltraggiata in questo modo. Ribadiamo la necessità della cura della memoria – conclude – affinché quelle tragedie non si ripetano".