GIANLUCA BONDIELLI
Sport

Calcio In Serie C gli azzurri tornano a lavorare in vista del posticipo di lunedì sera (20,30). Carrarese, una trasferta anomala. Sestri Levante ’inquilino’ ai Marmi

L’allenatore Dal Canto risponde all’insofferenza dei tifosi "Non siamo il Real Madrid. Tutte le gare sono difficili".

Torna al lavoro questo pomeriggio la Carrarese dopo due giorni di riposo. Gli azzurri, infatti, saranno in campo soltanto lunedì sera nel posticipo contro il Sestri Levante che si giocherà allo stadio dei Marmi. La ripresa servirà per fare il punto sui diversi acciaccati: Cicconi, Capezzi, Illanes e Raimo. Il programma degli allenamenti prevede tutte sedute pomeridiane tranne giovedì dove si lavorerà anche al mattino.

La Carrarese è al momento da sola al quarto posto dietro una sorprendente Torres e le corrazzate Cesena e Pescara. Vanta l’invidiabile media di 2 punti a partita e la seconda miglior difesa del girone. Eppure contro l’Ancona la tribuna ha spesso rumoreggiato. Un insofferenza sugli spalti frutto forse di un palato troppo sopraffino. Il tecnico a fine partita non ha girato intorno alla cosa: "Bisogna remare tutti dalla stessa parte, poi al novantesimo se la partita non va come deve andare c’è l’allenatore, fischiamo lui. Dopo Gubbio avevo detto che squadra si era un po’ involuta per scaricare le responsabilità dai giocatori ed addossarle a me che tanto non gioco. I giocatori hanno bisogno di andare in campo tranquilli per fare le cose al meglio delle loro possibilità. Alle volte ci riescono e altre no. Dato che non siamo il Real Madrid non sempre schiacciamo l’avversario o lo trituriamo di palle gol. Le partite sono tutte difficili nel girone e tutti fanno fatica; non vedo perché non dovrebbe essere lo stesso per noi".

"La squadra con l’Ancona – prosegue – mi è sembrata solida e sempre in fiducia su quello che andava a fare. Nella ripresa abbiamo mantenuto lo stesso assetto cercando di creare superiorità ai lati con Coppolaro e Imperiale senza snaturare l’identità di gioco. Non mi piace affidarmi solo al numero del giocatore ma seguire le strade che conosciamo. A Gubbio avevo fatto io casino passando prima sul 4-4-2 mettendo Panico largo e poi inserendo Opoola. Una roba che non mi è piaciuta. Devo tentare di non mettere in difficoltà i giocatori quando le cose non vanno bene".