Definì il suo ex amico un "poco di buono", Zucchero gli dovrà risarcire i danni morali

Pontremoli, la star internazionale condannata dal tribunale a pagare 37mila euro. Le sue parole "obiettivamente denigratorie" per il giudice

Zucchero

67mo Festival di Sanremo della Canzone Italiana Sanremo (IM) - 11.02.2017 Serata Finale Nella Foto: Zucchero, pseudonimo di Adelmo Fornaciari /Ph.Vitez-Ag. Aldo Liverani Repertorio - Possibile invito di Zucchero a Sanremo 2023, Amadeus sembra non volerlo neanche in gara

Pontremoli, 8 gennaio 2023 - ​E’ un romanzo con un finale a sorpresa e a scoppio ritardato quello che Zucchero Fornaciari ha intitolato nel 2011 "Il suono della domenica“. Il bluesman, che in oltre 30 anni di carriera ha suonato con Miles Davis, Eric Clapton, Bono, Sting e B.B. King, ha narrato la sua autobiografia dall’infanzia a Roncocesi nella campagna emiliana alle balere della Versilia. Da lì è partito per intraprendere la carriera da star internazionale. Nel romanzo Zucchero spiega l’origine di diverse canzoni e il suo modo di comporre. Svela aneddoti divertenti e racconta personaggi. Una carrellata dove parla anche di un amico che definisce "un poco di buono, puttaniere e nullafacente". Per questo giudizio il tribunale civile di Massa, nei giorni scorsi, lo ha condannato per diffamazione obbligandolo a risarcire i danni: dovrà versare 37mila euro all’ex amico che, assistito dagli avvocati Alessandro Fontana e Catia Buratti, lo aveva denunciato. Secondo il giudice Domenico Provenzano, le espressioni utilizzate nell’autobiografia sono "lesive della reputazione" e hanno "compromesso le relazioni sociali e familiari della parte offesa, i cui rapporti con la coniuge si sono significativamente deteriorati".

Mentre per Zucchero quella definizione era solo aderente alla trama narrativa, ma il giudice le ha ritenute "espressioni offensive che diversamente da quanto sostenuto dal cantante non sono coerenti" all’intreccio del racconto, e hanno "l’unico effetto di recare discredito" all’ex amico. La vicenda risale a 8 anni fa quando la figlia di quel vecchio compagno di strada del cantante regalò al padre per Natale il libro di Zucchero, pensando di fare cosa gradita. "Purtroppo, la lettura del romanzo provocò sconforto e malessere nei familiari del mio assistito - ha spiegato l’avvocato Alessandro Fontana - A distanza di 8 anni, il tribunale ha stabilito che alcune espressioni erano riferite in maniera inequivocabile a lui, ledendone la reputazione". Secondo il giudice Provenzano sono "obiettivamente denigratorie (inducendo nel lettore un giudizio di naturale riprovevolezza circa condotte di tal genere) a prescindere dal tono ironico e dal linguaggio colloquiale con il quale vengono riportate vicende narrate nel testo. Tono — chiude il giudice — che di per sé non vale a rendere inveritieri e o non credibili i fatti e i giudizi descritti ed espressi". Non si sa come l’artista abbia accolto la sentenza. Non avrebbe pensato che le parole usate nel romanzo lo avrebbero fatto finire in tribunale condannato per diffamazione ma ora dovrà risarcire i danni morali. Il cantautore vive a Pontremoli in una fattoria che ribattezzata Lunisiana Soul, omaggio alla Lunigiana che lo ospita e alla sua musica preferita.

N.B.