Un’altra concessione ritirata. La Querciola dichiarata decaduta

Il Comune ha annullato l’autorizzazione a escavare alla Mega stone factory: 15 lavoratori a casa. Il curatore fallimentare Fabio Serini: " Mi batterò per evitare di perdere 2 milioni e mezzo di soldi pubblici"..

Un’altra concessione ritirata. La Querciola dichiarata decaduta

Un’altra concessione ritirata. La Querciola dichiarata decaduta

"Metterò in campo i migliori avvocati esperti di diritto amministrativo d’Italia per evitare al Comune di perdere 2milioni e mezzo di soldi pubblici". A dirlo è il curatore fallimentare Fabio Serini che in mano ha le carte del della società Mega Stone Factory, concessionaria della cava 147 Querciola. Risale a una settimana fa la liquidazione giudiziale (procedura che sostituisce il fallimento) della società che si è ritrovata con i sigilli in cava e 15 lavoratori a casa.

Ma il curatore Serini ha richiesto l’esercizio provvisorio al tribunale di Massa, poi autorizzato da Elisa Pinna, il giudice delegato di quello che un tempo appunto era il fallimento, oggi invece si chiama: codice della crisi d’impresa. "L’esercizio provvisorio è una soluzione valida per perseguire la salvaguardia dell’attività d’impresa e l’occupazione nella tutela dei creditori ma le norme tra di loro non dialogano". Il curatore si riferisce al regolamento del Comune per la concessione degli agri marmiferi che "all’articolo 17 riporta: se un’azienda fallisce perde la concessione e quindi il comune ha diritto ad avviare la caducazione (l’annullamento dell’efficacia giuridica)".

E proprio su questa linea l’amministrazione di Carrara con una nota del dirigente al settore Marmo e ambiente, Giuseppe Bruschi annuncia che "è stato comunicato al curatore fallimentare della Mega Stone Factory l’avvio del procedimento di decadenza dell’autorizzazione all’escavazione della cava 147 ‘Querciola’ - riporta in una nota il Comune -. Il provvedimento si è reso necessario dopo che il tribunale di Massa ha dichiarato il fallimento della società concessionaria e segue quanto previsto dall’articolo 17 del regolamento comunale per la concessione degli agri marmiferi. Adesso l’azienda avrà 30 giorni di tempo per presentare le proprie controdeduzioni e, nel caso queste non saranno ritenute sufficienti, sarà assunto in via definitiva il provvedimento di decadenza. Già nei primi mesi del 2021 Mega Stone Factory fu oggetto di un procedimento di decadenza poi sospeso dopo che la società fu ammessa al pagamento di una penale con annesso piano di rateizzo". Ma proprio su questo si concentra il curatore Serini: "rischiamo di creare un precedente a Carrara perché ci stiamo muovendo su un terreno di norme che risalgono a diversi anni fa, quando c’era l’istituto del fallimento. Oggi la legge fallimentare non c’è più, l’attuale codice della crisi prevede che quando un’azienda entra in uno stato di difficoltà ci sono diversi strumenti per salvaguardarla. Dalla composizione negoziata agli accordi di ristrutturazione, dai concordati preventivi alla liquidazione giudiziale che dà al curatore la possibilità di un’ulteriore manovra per salvare l’azienda attraverso l’esercizio provvisorio. Sono stato nominato dal tribunale quindi questa valutazione è già stata fatta".

Ieri mattina nell’ufficio del curatore Serini è arrivata la pec del Comune di Carrara "dove mi scrive che ha avviato il fallimento e ho 30 giorni per oppormi - spiega il curatore -, lo stesso Comune che per anni è stato fermo di fronte a questa crisi. Ma il Comune è anche tra i creditori quindi togliendo la concessione rischia di perdere 2milioni e mezzo di euro, ossia denaro pubblico. Nella direzione che ho intrapreso c’è poi la salvaguardia di 15 posti di lavoro e il tentativo di salvare l’impresa. Già da oggi i dipendenti dovrebbero rientrare in cava perché l’esercizio provvisorio è stato autorizzato dal tribunale di Massa fino al 31 luglio. Se dovesse essere necessario metterò in campo i migliori amministrativisti d’Italia perché bisogna adeguare la normativa pubblica al codice della crisi d’impresa".