Un far west? Si chiude la strada per il fiume

Scatta il divieto di transito per i non residenti nei paesi a monte: serve un pass. A rischio servizi fondamentali come la pulizia dei sentieri

Un far west? Si chiude la strada per il fiume

Un far west? Si chiude la strada per il fiume

Sono ‘cinque terre’ a numero chiuso nel fine settimana per evitare ‘orde di turisti’ che rendono invivibili i paesi. Non stiamo parlando delle famosissime località della vicina Liguria: lì i numeri sono davvero da capogiro e all’ombra delle Alpi Apuane per ora possiamo solo sognarli. E temerli, se queste sono le premesse. Infatti, le ‘cinque terre’ in salsa apuana che diventano off limits per le auto dei ‘non residenti’ nel fine settimana sono i paesi a monte di Guadine, Resceto, Casania, Redicesi e Gronda. Piccoli paesi da poche centinaia di abitanti inerpicati sulle rocce. Non si affacciano su cavalloni spumeggianti che si infrangono sugli scogli ma sul fiume diventato con il tempo un ‘piccolo’ scrigno ricercato dagli abitanti della costa e dai turisti per le sue pozze d’acqua gelata e cristallina, dove fare un tuffo rigenerante nelle giornate più calde d’estate. Il numero di visitatori è andato aumentando di anno in anno. Quel che non è aumentato è il ‘servizio’ a supporto: fra strade troppo strette e parcheggi selvaggi, le nostre cinque terre di montagna sono diventate invivibili.

Così da quest’anno il comandante della polizia municipale, Giuliano Vitali, d’accordo con l’amministrazione ha fatto scattare un’ordinanza che limita l’accesso con le auto a questi paesi a monte ai soli residenti e lavoratori, per tutti i fine settimana dal 29 giugno all’8 settembre, dalle 8.30 alle 17.30. Si può continuare ad andare solo con biciclette, scooter e moto, magari in bus ma per ora niente navetta. Per accedere serve un pass, consegnato dalla municipale.

"La decisione è stata presa dopo le numerose segnalazioni dei residenti, anche per evitare difficoltà eventuali ai mezzi di soccorso, e rifiuti abbandonati a bordo strada. Giustificazioni che però non accontentano. Perché non c’è solo chi vuole andare al fiume. Come il Cai di Massa. Il presidente Paolo Marcello Simi non le manda a dire sui social: "Siete fuori di testa, faremo opposizione a questa decisione assurda e pazzesca. Così farete morire tutte le attività sulle Apuane, i nostri soci vanno a pulire i sentieri per far frequentare le montagne in sicurezza, stiamo facendo lavori al Rifugio Nello Conti in Tambura con dispendio di soldi e fatica per avere un punto di soccorso e ristoro. Abbiamo una manifestazione a Resceto di Musica sulle Apuane". Ivo Zaccagna di Massa è un’altra cosa evidenzia che il divieto può avere finalità condivisibili ma non tiene conto di molte esigenze, col rischio di scoraggiare gli stessi turisti "senza un adeguato servizio di trasporto pubblico. Attualmente, la linea 78 è l’unica opzione con sole tre corse giornaliere ad orari poco convenienti per chi desidera trascorrere una giornata di relax immerso nella natura". E invita l’amministrazione a prendere in considerazione una soluzione più inclusiva per garantire viabilità e sicurezza, magari aumentando le corse della linea 78 nel weekend o introducendo bus navetta.