Stop al piano della stazione: "Ormai non c’è più tempo per inviare i documenti alla Regione Toscana"

Il progetto sembra destinato ad arenarsi per l’ennesima volta. L’amministrazione ha aggiornato gli obiettivi su richiesta degli uffici.

Stop al piano della stazione: "Ormai non c’è più tempo per inviare i documenti alla Regione Toscana"
Stop al piano della stazione: "Ormai non c’è più tempo per inviare i documenti alla Regione Toscana"

Il Piano integrato della stazione a Massa sembra destinato ad arenarsi per l’ennesima volta. Nell’aggiornamento del Piano degli obiettivi, l’amministrazione ha accolto una richiesta degli uffici: l’eliminazione del Piano integrato della stazione fra gli obiettivi da raggiungere nel 2023. Perché? La motivazione è semplice: "Mancanza, ancora a giugno, delle linee e degli obiettivi operativi da trasmettere al tecnico incaricato della redazione del programma. Non rimane tempo sufficiente per elaborare un documento tale da poter essere inviato alla Regione per la conferenza dei servizi finalizzata all’accordo di pianificazione".

Quindi si stralcia, per ora. Forse sarà ripreso nel 2024 ma quel che è certo è che si tratta di un altro stop per un progetto che ormai si trascina da decenni e che sembrava essere arrivato alla svolta nell’autunno del 2022 quando era stato pubblicato l’atto di avvio del procedimento per il Programma Integrato d’Intervento con valenza di Piano Attuativo per il Comparto Stazione, prevedendo anche dei momenti di partecipazione pubblica. Poi però, complice anche al sfiducia di marzo, tutto quel progetto era rimasto ancora una volta fermo nel cassetto e da giugno a oggi non c’è stato modo di rimetterci mano, come evidenzia la nota degli uffici che ne chiede la rimozione dagli obiettivi. Basta pensare che la prima formazione del programma integrato d’intervento per il Comparto Stazione era stata promossa dall’amministrazione comunale nel 2002. Il consiglio comunale, nel 2009, adottò una variante all’allora Piano regolatore senza arrivare alla definitiva approvazione. Un’altra partenza nel 2018 con un nuovo avvio del procedimento per la formazione di una parziale variante al Piano regolatore, ma anche questo procedimento si era interrotto. Poi il terzo tentativo che ora pare arenarsi di nuovo e che riguarda tutta l’area intorno all’ex scalo merci dove deve sorgere la futura Casa di comunità con ospedale di comunità finanziata con circa 12 milioni di euro del Pnrr. Fra le previsioni urbanistiche del Piano integrato, già avviato, la realizzazione di un nuovo ipermercato, una media struttura di vendita, lungo via Carducci andando anche a innestare un’altra rotatoria e verde pubblico all’incrocio fra via Carducci e via Rinchiostra e un nuovo edificio residenziale lungo via Poggioletto. In via Minuto, poi, si andrà ad allargare la strada, creare un marciapiede lato ferrovia, e a recuperare l’area e l’edificio dell’ex deposito ferroviario da dedicare ad attrezzatura di interesse collettivo come auditorium o altro.

In fondo a via Minuto la realizzazione di una piccola rotonda e un parcheggio pubblico a servizio dei pendolari. Nella stessa zona un’area verde privata e una piccola struttura da dedicare a commercio di vicinato, in teoria si pensa a un punto ristoro. Fra la zona della Rinchiostra e dei Quercioli si metterà mano anche alla viabilità caotica. Una nuova strada parallela alla ferrovia che colleghi via Quercioli e via Rinchiostra, a sud della stazione una zona di parcheggio a servizio dell’utenza della ferrovia e più a nord nuovi edifici residenziali con ricucitura dell’assetto viario e degli spazi pubblici. Via libera alla demolizione degli edifici ex produttivi vicino a quelli ferroviari per fare spazio ad altre abitazioni. Addio alla passerella sopraelevata della ferrovia per realizzare un sottopassaggio ciclopedonale integrato con uno spazio pubblico alberato. Per ora su carta che resta nel cassetto.