Stop a tutti i pregiudizi. Lo sportello per chi vuole vivere libero dedicato a gay e lgbt

Apre in città Trecdento60 per i diritti di tutti e per le vittime di omofobia. Il sogno di Francesco Borgna è organizzare un pride in città. Il punto di ascolto ha il supporto del Comune e dell’Arci.

Stop a tutti i pregiudizi. Lo sportello per chi vuole vivere libero dedicato a gay e lgbt

Stop a tutti i pregiudizi. Lo sportello per chi vuole vivere libero dedicato a gay e lgbt

Vivere la propria sessualità senza paura dei pregiudizi. Questa la filosofia con cui l’associazione ‘Trecento60’ apre uno sportello di ascolto dedicato alla popolazione Lgbtqia + di Massa Carrara. In questo percorso la neonata associazione sarà supportata dal Comune e i responsabili si presenteranno venerdì 1 marzo alle 17 in Comune. L’idea è quella di trasportare "Carrara nell’età contemporanea", commenta Francesco Borgna, che ha fondato l’associazione affiliata all’Arcigay assieme a Silvia Barsotti Grandi, Deborah Diamanti, Ambra Pastelletto, Luca Locati, Elisa Monti, e Elia Donzella. Lo sportello servirà a supportare tutti coloro che vogliono vivere la propria sessualità liberamente, ma che finiscono vittime dell’omofobia. "Il fatto che non si parli di omofobia a Carrara non significa che non ci sia – spiega Francesco Borgna –. Gli omossessuali sono visti come quelli che hanno l’Aids e si drogano, ma è un’immagine lontana dalla realtà. Quando studiavo a Bologna ho fatto cinque anni di volontariato al Cassero, e quando sono tornato a Carrara nel 2019 già mi balenava in testa l’idea di creare anche da noi una realtà analoga. Stiamo lavorando assieme al Comune alla creazione di uno sportello per i Lgbtqia + e le loro famiglie".

Un punto di ascolto per supportare a livello psicologico in un mondo troppo spesso ostile verso gli omossessuali. "Ci sono molte situazioni di disagio e di paura in questo percorso – prosegue Borgna – soprattutto quando la famiglia non è ti è vicina. Il primo passo è accettare se stessi e poi raccontarlo ad amici e familiari. Ma se ricevi dei no, o magari vieni picchiato e allontanato dalla famiglia le paure prendono il sopravvento. Noi cercheremo di supportare le persone nel momento più difficile della loro vita. Abbiamo visto casi di suicidio per un no, e questo è il totale fallimento della società". I ragazzi stanno procedendo a piccoli passi, e intanto si stanno facendo conoscere attraverso gli ‘Aperi-tiamo. "Siamo un gruppo aperto a tutta la cittadinanza, non vogliamo ghettizzare o ghettizzarci – prosegue Francesco –. Con gli Aperi-tiamo abbiamo riscontrato molto entusiasmo. Si tratta di momenti conviviali e di conoscenza reciproca, il primo passo prima di arrivare allo sportello. Momenti goliardici dove si ride e si scherza per poi parlarne più seriamente. I giovani hanno preso questa iniziativa come un ‘finalmente se ne parla’, mentre gli adulti come un momento in cui potersi confrontare". "Carrara è una città d’arte e abbiamo trovato molta apertura tra gli artisti –conclude Borgna –, l’apertura mentale degli artisti è un segno di conforto e sostegno. Ci sono ancora troppi pregiudizi, e come diceva un mio amico quando lavoravo al Cassero ‘sarò felice quando l’Arcigay si scioglierà’, perché vorrà dire che non serve più. Il nostro obiettivo è quello di farci conoscere entrando nella calendarizzazione degli eventi del Comune, mentre il mio sogno è quello di portare il Pride a Carrara". Per ulteriori informazioni scrivere a [email protected].