REDAZIONE MASSA CARRARA

Sds, nuovo presidente. Inizia l’era di Valettini: "Lotterò per i servizi"

Romiti sarà vicepresidente, Mastrini membro della giunta esecutiva. Approvata all’unanimità la proposta di allargare a 5 la governance.

In alto Riccardo Varese con Roberto Valettini. Sotto l’assise (Foto Pasquali)

In alto Riccardo Varese con Roberto Valettini. Sotto l’assise (Foto Pasquali)

È Roberto Valettini il nuovo presidente della Società della Salute della Lunigiana. "Mi fa piacere quest’elezione senza alcun voto contrario. Ora al lavoro, perché la Sds si occupa di fragilità e bisogni che non possono attendere. Mi impegnerò affinché il territorio mantenga i servizi sociosanitari erogati soprattutto per le situazioni più difficili, che devono avere massima attenzione".

Nessun contrario ma astenuti sì: i sindaci del centro destra Jacopo Ferri, Filippo Bellesi, Renzo Martelloni e Matteo Mastrini che hanno proposto la candidatura del sindaco di Villafranca, Bellesi. Astenutosi il sindaco di Casola, Mattia Leonardi: "Mi sono insediato due mesi fa e non ho avuto occasione di entrare nel merito del processo decisionale". Unanimità, invece, per l’elezione del sindaco di Tresana Matteo Mastrini a membro della giunta esecutiva della Sds, proposto sia dal centro destra che dal presidente dell’Unione dei Comuni, Gianluigi Giannetti. Al consigliere del Comune di Comano, Pietro Romiti, è andata la carica di vicepresidente, ruolo assembleare ma senza funzioni esecutive. Giochi fatti, dunque, ma con sostanziali novità: non è passato l’emendamento sul tanto discusso articolo 8 del Regolamento della Sds con cui i sindaci del centro destra da oltre un anno provavano a cambiare gli equilibri dell’assemblea. La loro proposta consisteva nell’attribuire ai singoli Comuni un peso per “teste“ anziché per quote determinate dagli indici demografici. La direttrice aziendale Usl Toscana Nord Ovest, Maria Letizia Casani, collegata da remoto ha espresso il suo voto contrario all’emendamento, così come tutti gli altri sindaci a esclusione dei proponenti. L’approvazione dell’emendamento avrebbe potuto consentire alla sindaca Annalisa Folloni di spuntarla contro Valettini.

Prima ancora di alzare le mani per votare, la sindaca ha lasciato l’assemblea per un impegno improcrastinabile ma non senza prima ribadire la sua posizione: "Da un anno sostengo che tutti i Comuni dovrebbero aver uguale peso ed anche oggi non mi sposto da questa posizione". Una proposta di terza via è stata tracciata dal sindaco di Comano, Antonio Maffei, che ha indicato l’opportunità di allargare la giunta dagli attuali tre componenti a cinque membri: ovvero, direzione aziendale, presidente, membro eletto e un ampliamento ad altri due componenti scelti a maggioranza tra i sindaci. "Una proposta di buon senso – l’ha definita Valettini – per dare maggiore rappresentatività ai Comuni, fermo restando che la Sds è un ente consortile e, pertanto, nelle elezioni valgono le quote detenute dai soci".

Sulla proposta l’intera assemblea, Casani compresa, si è espressa favorevolmente: a questo punto, tutti i sindaci dovranno portare in approvazione dei rispettivi consigli comunali la proposta di modifica statutaria, per poi declinarla nel nuovo regolamento Sds, mentre il discusso articolo 8 si è tradotto in un combinato disposto di voti per “teste e per quote“. Per raggiungere la maggioranza nelle operazioni di voto sarà quindi necessaria la presenza della maggioranza dei soci, almeno 8, e la maggioranza delle quote, il 76%, come spiegato dal direttore Sds, Marco Formato. Con un applauso unanime, la nuova assemblea ha salutato e ringraziato il presidente uscente, Riccardo Varese e accolto la nuova giunta esecutiva.

Michela Carlotti