PATRIK PUCCIARELLI
Cronaca

Schiusa a Poveromo. Nate 54 tartarughe: "La nostra missione monitorare i nidi"

Festa grande ieri a Marina per l’emersione delle Caretta Caretta. Mancusi elogia il "controllo delle tracce e la veglia sulle spiagge".

Schiusa a Poveromo. Nate 54 tartarughe: "La nostra missione monitorare i nidi"

Schiusa a Poveromo. Nate 54 tartarughe: "La nostra missione monitorare i nidi"

C’è voluto tempo ma alla fine sono nate 54 tartarughe Caretta Caretta al nido di Poveromo. Tanta attesa ieri sulla spiaggia alla presenza di un centinaio di persone che, intorno al nido, osservavano la dottoressa Cecilia Mancusi di Arpat e il professore e ricercatore dell’Università di Pisa, Marco Zuffi, impegnati nelle operazioni di scavo fino alla camera del nido per trovare le uova schiuse, quelle ancora integre ed eventuali tartarughe ritardatarie nella scalata verso il mare. Un gruppo di lavoro "per conto di Regione Toscana che ha voluto creare un osservatorio per la biodiversità dove all’interno c’è l’Arpat, le tre università toscane Pisa, Firenze e Siena, l’acquario di Genova e l’istituto zooprofilattico - ha spiegato la Mancusi -. Una squadra che si occupa di monitoraggio della biodiversità che come costa della regione siamo interessati dalla nidificazione della tartaruga Caretta Caretta. Questa specie molto comune, presenza forte nel mediterraneo, è stata un fenomeno che negli anni si è presentato in maniera graduale. Invece quest’anno abbiamo avuto un’esplosione del fenomeno. Un anno che ci ricorderemo con 23 nidi registrati in Toscana quando nel 2022 ne avevamo registrati 5, quindi i numeri sono in aumento. Una situazione a livello italiano con 500 nidi, numeri a cui non eravamo abituati. Anche regioni come la Sicilia e la Calabria abituati a numeri alti ma mai come quest’anno".

Dopo le prime due piccole Caretta Caretta nate il 5 di ottobre poi ribattezzate Ale e Indian siamo arrivati a 54 fughe verso il mare grazie anche al personale del wwf "che dal primo di giugno ha pattugliato tutta la spiaggia - ha poi continuato la Mancusi - non solo quella della provincia ma anche la costa versiliese dove tutte le mattine dalle 5 si recavano in spiaggia per capire se la tartaruga femmina fosse venuta a visitare le nostre coste e deposto le uova. La maggior parte delle volte si vedono delle tracce ma è un lavoro enorme. Nel caso di questo nido quando sono nate le prime tartarughe il personale del wwf ha dormito in spiaggia per essere sicuri che tutto andasse per il meglio".

Un lungo lavoro dietro, con 88 uova di cui 34 non schiuse e il più delle volte queste non sono fecondate. Un fenomeno che è oggetto di studio perché "le femmine si accoppiano all’inizio della primavera quindi aprile e maggio - ha spiegato il professore Zuffi -, se ovviamente trovano il maschio. La densità di animali nel mediterraneo non è così alta, ci sono zone di aggregazione ma sul tema della mancata fecondazione a breve ci sarà una riunione a livello nazionale con Legambiente nazionale che ha monitorato 444 nidi osservati e studiati in Italia. Può darsi che le femmine che arrivano qua siano femmine senescenti, quindi femmine molto vecchie, la senescenza nei rettili è nota. La seconda possibilità che gli spermatozoi siano poco vitali o semplicemente che la femmina non abbia trovato il maschio. In un nido nel litorale versiliese abbiamo trovato le tracce di tartaruga, abbiamo scavato e c’erano 12 uova sgusciate e più di 100 non fecondate quindi è un fattore reale al quale dobbiamo trovare spiegazione".