"Rivendichiamo la nostra autonomia ma serve più continuità"

L'incontro all'Unione dei Comuni ad Aulla ha discusso il 'dimensionamento scolastico' e la vicaria dell'istituto di Fosdinovo ha espresso forte perplessità rispetto alla proposta di fusione con l'istituto Moratti di Fivizzano. La situazione attuale non permette di avere un dirigente scolastico in reggenza.

"Rivendichiamo la nostra autonomia ma serve più continuità"

"Rivendichiamo la nostra autonomia ma serve più continuità"

Nessuna proposta di accorpamento con l’Istituto comprensivo di Fivizzano, casomai la messa in evidenza del fatto che "la situazione dell’Istituto comprensivo Don Florindo Bonomi è pesante, perché non ci sono una dirigente e un “dsga“ che garantiscano una continuità, creandosi così problemi per la gestione dell’istituito".

La docente Lucia Spadoni, vicaria dell’istituto di Fosdinovo, interviene a margine della riunione svoltasi martedì alla sede dell’Unione dei Comuni e dedicata al ’dimensionamento scolastico’. E, precisa, in quella sede di aver "sostenuto che se, come pare per situazioni particolari con l’IC Bonomi, la normativa dovesse cambiare e si aprisse la possibilità di avere un dirigente non in reggenza, la scuola di Fosdinovo preferirebbe rimanere autonoma. Se invece così non fosse possibile – spiega la vicaria dell’istituto – ho chiesto che venissero proposte delle soluzioni. Ho espresso molte perplessità alla proposta, fatta dalla sindaca di Fosdinovo, Camilla Bianchi, di una fusione con l’IC Moratti di Fivizzano, perché la situazione diventerebbe peggiorativa per l’IC Bonomi di Fosdinovo. Attualmente infatti l’IC Moratti ha un dirigente scolastico in reggenza e per una questione numerica non si arriverebbe ad avere un dirigente scolastico".

"Ho espresso forte perplessità rispetto alla fusione con l’istituto Moratti, così come proposta dalla prima cittadina. L’incontro all’Unione dei Comuni ad Aulla era un tavolo tecnico dei dirigenti con sindaci e sindacati collegati online – aggiunge la Spadoni – Ho chiuso la riunione, ponendo proprio la questione dell’autonomia dell’istituto. Quando la normativa dovesse cambiare, ci porremo il problema di trovare una situazione".