La rabbia dei cittadini per il monoblocco: "No alla palazzina: uno spreco di denaro"

Il Comitato salute pubblica, riunito in Comune, si oppone alla realizzazione del nuovo ospedale: "Basta ristrutturare gli spazi esistenti"

La rabbia dei cittadini per il monoblocco: "No alla palazzina: uno spreco di denaro"

La rabbia dei cittadini per il monoblocco: "No alla palazzina: uno spreco di denaro"

Una mozione per fermare il progetto del nuovo ospedale di Monterosso. Non le ha certo mandate a dire il Comitato Salute Pubblica, intervenuto in Comune in un incontro partecipato e dibattuto in cui il principale focus è stato soprattutto il futuro della sanità pubblica.

Dopo mesi di confronti, dichiarazioni politiche, pareri, visite istituzionali e consigli comunali ad hoc sul tema, ecco una nuova proposta, da sviluppare in una futura mozione in consiglio comunale che chiama a raccolta cittadini, comitati e forze politiche di ogni colore, sulla necessità di stoppare il progetto del ‘cubo’, così come è stato chiamato, durante l’incontro, il nuovo fabbricato, puntando invece sullo spostamento degli ambulatori nelle palazzine sul retro del Monoblocco. In sala di rappresentanza a spiegare l’idea, Valeria Pedrini, Blasco Bonito e Giovanni Giromella per il Comitato, più Marianna Massa presidente dell’associazione Mycelium Aps. Presenti anche alcuni rappresentanti dell’opposizione: Massimiliano Bernardi, Simone Caffaz e Massimiliano Manuel, oltre al segretario provinciale della Lega Nicola Pieruccini. "Siamo contrari alla nuova costruzione – ha ribadito più volte il Comitato – dato che in minor tempo e con una spesa inferiore si potrebbero adeguare le strutture già esistenti. Anche i container per gli ambulatori non ci trovano d’accordo perché sono uno spreco di soldi e poco rispetto per la cittadinanza".

Il Comitato, nel ricordare l’importanza di un accesso dignitoso alle cure, ha mostrato alcune slide, risultato di alcuni studi, in cui viene formulata la proposta. Si tratterebbe di mettere in sicurezza le palazzine G, H e I, che da sole coprirebbero circa 5200 metri quadrati di superficie. Una metratura più grande rispetto ai 4136 metri impegnati nei cinque piani del Monoblocco. A cui aggiungere volendo anche altri 305 metri dell’avancorpo del Monoblocco, da tempo chiuso e con accessi murati, che al suo interno avrebbe aree ambulatoriali. Senza contare gli spazi dell’ex Civico. "Non possiamo far parte della cabina di regia tra Asl, amministrazione e sindacati – aggiunge il Comitato - perché ci dicono essere riunioni istituzionali. Noi rappresentiamo i cittadini e sono proprio i cittadini che subiscono però le scelte della cabina di regia".

Un incontro che ha scatenato un dibattito acceso. Negli ultimi minuti dell’incontro, in cui è stato dato spazio agli interventi del pubblico, ha preso la parola Renzo Barbieri di Fials. Il sindacato si è di fatto scagliato contro la ormai nota ‘cabina di regia’ in cui ciclicamente si incontrano le amministrazioni locali, Regione, Asl e sindacati, per aggiornamenti sulla situazione del Monoblocco. "Fials è il sindacato più rappresentativo dell’Asl Nord Ovest – ha spiegato Barbieri – ma è escluso dal tavolo, non è invitato e non può partecipare. L’azienda va al tavolo solo con Cgil, Cisl e Uil. Ero intervenuto anche in consiglio comunale, dicendo il mio pensiero. Pretendo di essere invitato perché la mia rappresentanza si misura con i numeri e sono i più alti. Se vogliamo risolvere il problema della sanità pubblica, bisogna mettere da parte i colori politici e bisogna partire uniti insieme alla cittadinanza, cercando di portarla in piazza e vincere la battaglia. Poi la battaglia si può anche perdere, ma bisogna provarci. La sanità pubblica sta morendo e spero che la gente se ne accorga. Qui si sta buttando via denaro". Concetto di unità politica per il bene della sanità pubblica che è stato anche il nocciolo degli interventi del pubblico. E’ stata soprattutto una in sala a ‘chiamare a raccolta’ i politici locali sulla necessità di dare maggior voce alla cittadinanza, lasciando perdere le battaglie di partito. "Qui non è più un discorso destra e sinistra – ha spiegato la donna – ma il fatto è che non si ascolta più la voce delle persone. Non possiamo intervenire in quello che viene deciso nella cabina di regia ma la gente ha diritto di essere ascoltata. La città sta morendo e serve fare qualcosa per invertire la rotta".