
In Valle d’Aosta la manifestazione con oltre 40 esemplari da tutta Italia
Un cane a pallini massese a Bard. L’affascinante borgo medievale ai piedi della sua storica fortezza, in Valle d’Aosta, ha ospitato con entusiasmo la seconda edizione della manifestazione amatoriale ’La carica dei Dalmata’. Un evento che ha richiamato una quarantina di cani provenienti da tutta Italia, con una presenza anche da Zurigo, portando un’atmosfera di allegria e colore tra le strade del più piccolo comune della Val d’Aosta. La sindaca Silvana Martino, appassionata e proprietaria di due dalmata, ha fatto gli onori di casa, sottolineando l’importanza di eventi che promuovono il rapporto tra uomo e animale.
I cani, pur conoscendosi per la prima volta, hanno condiviso serenamente gli spazi, dimostrando la loro naturale predisposizione alla socialità e alla buona educazione. La giornata ha visto anche la partecipazione di Jolie, un Dalmata massese femmina di otto anni e mezzo, che ha conquistato tutti con la sua eleganza e il suo temperamento. Campionessa italiana di bellezza dal 2020, Jolie è stata presentata dalla sua proprietaria, Lara Milani, e ha brillantemente superato la prova di Cae 1, un test che certifica l’affidabilità sociale del cane e la buona gestione del proprietario in contesti urbani.
L’esame, svoltosi sotto la supervisione del giudice Enci Fabiano Gatto, ha valutato il comportamento di Jolie in diverse situazioni quotidiane, come il passaggio di persone a piedi e in bicicletta, la presenza di altri cani e rumori forti, confermando ancora una volta la qualità e il carattere equilibrato di questa razza. La manifestazione si è conclusa nel pomeriggio con una sfilata davanti a una giuria di bambini, che hanno applaudito e ammirato i cani in passerella.
Organizzata sotto l’egida del Club Amici del Dalmata della presidente Renata Pessina Bonino e della consigliera Manola Poggesi ’La carica dei Dalmata’ è stata allestita con grande professionalità da Donatella Soldati, che si è avvalsa della preziosa collaborazione di Guido Bottazzi e Sandro Arnetoli.