Istruzione senza limiti. I piccoli pazienti del Noa a lezione durante il periodo del ricovero

Due tipologie del servizio: in ospedale o direttamente a domicilio. Mussi: "Abbiamo la responsabilità di andare incontro ai bambini. e al loro diritto di avere una preparazione senza rallentamenti". .

Istruzione senza limiti. I piccoli pazienti del Noa a lezione durante il periodo del ricovero

Istruzione senza limiti. I piccoli pazienti del Noa a lezione durante il periodo del ricovero

La scuola approda nella Pediatria del Noa. I giovani pazienti potranno così seguire le lezioni anche durante il ricovero. Il Ministero dell’istruzione da tempo mette a disposizione due tipologie di servizi scolastici: la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare. In questo modo, in caso di malattia, oltre a consentire la continuità degli studi, verrà garantito ai ragazzi il diritto a conoscere e apprendere, anche durante il percorso di cura in ospedale. Un servizio che assicura così la continuità didattica e previene la dispersione scolastica in una situazione già di per sé delicata. La scuola in ospedale si svolge in sezioni dipendenti dalle istituzioni scolastiche statali, il cui funzionamento è autorizzato all’interno dell’ospedale sulla base di convenzioni in accordo con le priorità terapeutico assistenziale. Si apre un nuovo capitolo nell’ospedale massese sulla linea dell’ospedale pediatrico apuano che, da 15 anni, offre ai suoi piccoli pazienti questo servizio. Il tutto nasce dalla necessità "di essere vicino ai bambini che si trovano in una situazione delicata come questa – spiega la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Staffetti Massa 2, Ines Mussi –. Per noi è motivo di orgoglio aprire questa scuola, ci tenevamo tanto. E’ un modo per garantire la prosecuzione di un percorso scolastico personalizzato concordato anche con il personale sanitario che cercherà di affiancare i ragazzi, anche per quanto riguarda gli apprendimenti i. I giovani che si iscrivono alla scuola non perdono i giorni di studio e verranno anche supportati da un punto di vista pedagogico e psicologico".

Ai pazienti, dai 6 a 14 anni, sarà data la possibilità di frequentare la scuola primaria e secondaria di primo grado, elementari e medie, ossia la fascia di età della scuola dell’obbligo. Per quelli più grandi sarà attivato il percorso di istruzione domiciliare. Gli studenti possono accedere liberamente al servizio su richiesta dei genitori e dopo l’accordo del personale sanitario al quale spetta il compito di valutare la compatibilità della frequenza scolastica con lo stato di salute e con le terapie. Sarà compito dei docenti in ospedale prendere contatto con i minori ricoverati e con i loro genitori per verificare le disponibilità. In caso di adesione l’allievo verrà preso in carico dalla sezione scolastica ospedaliera e inizierà l’attività secondo i tempi e i modi concordati con il personale sanitario. Sarà sempre cura dei docenti, nel caso di degenze temporalmente più lunghe, comunicare l’avvenuta iscrizione alla sezione ospedaliera a quella che è la scuola di provenienza dell’alunno e richiedere poi la documentazione relativa al piano delle attività formative previste per la classe di appartenenza. Infine in caso di dimissioni sarà il team della sezione ospedaliera a inviare alla scuola la documentazione sul percorso scolastico svolto.

La scuola "ha la responsabilità di andare incontro ai bambini e bambine che ne hanno più bisogno, quindi ai soggetti più fragili – prosegue la dirigente Ines Mussi –. L’istituto deve accompagnare sia bambini che famiglie, vogliamo essere attenti alle necessità di questi ragazzini. Questo percorso è una parte della terapia perché quando i bambini sono ricoverati hanno bisogno del sostegno, dell’istruzione e dell’educazione". I genitori o tutori interessati al servizio dovranno fare richiesta attraverso il modello che si trova in reparto.

Presenti al taglio del nastro il sindaco di Massa, Francesco Persiani, la vice sindaco di Carrara, Roberta Crudeli, la responsabile regionale del progetto ‘scuola in ospedale’, Rossella Bonistalli, in rappresentanza dell’Ufficio scolastico regionale.