Infermieri sul piede di guerra: "Prestazioni aggiuntive sottopagate. Urgente un tavolo con la Regione"

Il segretario generale Cisl, Mastorci: "Tariffario non equilibrato rispetto a quello del personale medico". La richiesta è quella di incontrare l’assessore Bezzini "affinché non vi siano delle penalizzazioni".

Infermieri sul piede di guerra: "Prestazioni aggiuntive sottopagate. Urgente un tavolo con la Regione"
Infermieri sul piede di guerra: "Prestazioni aggiuntive sottopagate. Urgente un tavolo con la Regione"

Prestazioni aggiuntive sottopagate per le professionalità infermieristiche della Asl Toscana nord ovest: il segretario generale della Cisl Fp Toscana Nord, Enzo Mastorci, lancia una dura invettiva contro la direzione aziendale e chiede un tavolo con l’assessore regionale. Al centro della questione, la delibera 107 di inizio febbraio a firma del direttore generale Maria Letizia Casani.

"Ancora una volta – dichiara Mastorci – siamo a rimarcare la poca attenzione che l’Asl porge al personale infermieristico e comunque a tutto il personale del comparto sanità". Una delibera che nasce allo scopo di abbattere le liste di attesa, autorizzando le prestazioni aggiuntive per garantire le prestazioni necessarie a fronte del ritardo nelle assunzioni di personale sanitario e medico. E se fin qui, lo scopo appare nobile, non altrettanto appare il tariffario. "L’Azienda - spiega Mastorci - autorizza le prestazioni aggiuntive e giustamente premia il personale medico fissando nel limite massimo il compenso orario in 80 euro l’ora. Poi, però, penalizza il restante personale del comparto sanità, ovvero infermieri, tecnici di radiologia, laboratorio ed altre figure, fissandone il compenso in 30 euro l’ora".

Un tariffario che per gli infermieri, in un range variabile tra i 30 e 50 euro l’ora, si è assestato sul limite minimo, mentre tocca il massimo per i medici il cui compenso varia dal limite minimo di 50 a 80 euro l’ora. A ciò si aggiunge il fatto che, secondo Mastorci, non si tiene conto di quanto previsto dalla legge finanziaria, ovvero un aumento del compenso orario fino a 60 euro l’ora con specifica destinazione economica finalizzata nel triennio 2024-2026.

"L’individuazione del compenso orario per il personale del comparto sanità è stato approvato già con la prima delibera aziendale numero 1168 del 29 dicembre, senza alcun confronto sindacale e anticipando di un giorno la pubblicazione della legge di bilancio: ovviamente, senza tenere conto delle novità contenute nella legge statale sulla valorizzazione economica dei compensi, già note perché anticipate dalla stampa e dai media". Nonostante la prima obiezione mossa dal sindacato a dicembre, Asl è andata avanti. E non è tutto: "Ancor più grave appare il fatto che nell’Asl Toscana Centro il personale del comparto sanità per l’attività aggiuntiva percepisce 50 euro all’ora" a differenza, dunque, del personale dell’Asl Toscana nord ovest che ne percepisce poco più della metà.

"La Regione fa due pesi e due misure, oppure è la direzione dell’Asl Toscana nord ovest che penalizza il proprio personale?". Per sciogliere ogni dubbio, Mastorci è pronto a sedersi al tavolo con le parti. "Riteniamo questo atteggiamento aziendale non tollerabile: chiediamo un immediato confronto e percorreremo ogni strada per tutelare il personale sovra caricato di lavoro e per di più anche mal pagato".

Michela Carlotti