Il Mudac accende le luci su Quayola. Il rapporto tra uomo e macchina nel progetto espositivo dell’artista

La mostra “Plutone Proserpina”, curata da Laura Barreca, al museo dal 28 ottobre fino al 3 marzo

Il Mudac accende le luci su Quayola. Il rapporto tra uomo e macchina nel progetto espositivo dell’artista

Il Mudac accende le luci su Quayola. Il rapporto tra uomo e macchina nel progetto espositivo dell’artista

E’ pronto per una nuova mostra il Mudac: un progetto espositivo personale di Quayola, artista conosciuto in tutto il mondo per le sue installazioni che mettono in relazione medium tecnologico con materiali tradizionali e artificiali, iconografia classica e sperimentazione digitale. Un progetto che Comune di Carrara e museo delle arti Carrara presenteranno e sul quale resteranno accese le luci fino al 3 marzo. “Plutone Proserpina” è il titolo della mostra curata da Laura Barreca che inaugurerà il sabato 28 alle 18 alla presenza dell’artista, che negli ultimi anni ha scelto Carrara come luogo di sperimentazione creativa tra artigianato e robotica. Il percorso espositivo comprende una serie di quattro sculture del ciclo Pluto #F_03_S4 e il fregio Pluto and Proserpina Frieze #I_01, realizzate con l’uso della robotica e ispirate al “non-finito” di Michelangelo, tecnica a cui Quayola ha dedicato gran parte delle sue ricerche.

Il gruppo scultoreo esposto a Carrara è ispirato al Ratto di Proserpina, mito ovidiano delle Metamorfosi e capolavoro del Bernini, conservato alla Galleria Borghese di Roma. Nella rivisitazione di Quayola la forma viene interrotta vanificando di fatto l’atto brutale. Le opere, realizzate in poliuretano espanso, un materiale diffuso nell’industria manifatturiera, sfidano le convenzioni delle tecniche artistiche tradizionali, ripensando il concetto stesso di creazione e di autorialità: le macchine non sono solo strumenti di produzione ma permettono di ripensare l’opera e la creazione artistica attraverso originali canoni estetici.

"Non è una mostra di scultura tradizionalmente intesa, è una mostra sulla scultura e sulla ricerca che la muove – spiega l’assessore alla cultura Gea Dazzi – . Un’indagine sulla techné, sul rapporto uomo-macchina che porta l’artista a interrogarsi su ciò che può competere con la sua mano, su ciò che oltre la sua mano la sua creatività può guidare. Ogni cambiamento ha bisogno di ricerca e sperimentazione, anche nel fare scultura. Per capire dove possiamo e dove vogliamo andare, o semplicemente ritornare".

"L’installazione – scrive Laura Barreca – esplora le tensioni tra forma e materia, reale e artificiale, antico e nuovo, in un allestimento che presenta i diversi stadi della creazione della forma e la sua ultima, e incompiuta, manifestazione, le cui variazioni sono scolpite da un robot industriale. Pur non completando mai la figura, ogni tentativo scopre nuove articolazioni della materia. Il risultato è una forma ibrida: un lento processo di scoperta, non focalizzato sulla figura originale, ma sulle infinite possibilità per raggiungerla attraverso le abilità offerte dalla robotica e dal digitale".

Il braccio robotico si fa strada attraverso la materia utilizzando complesse strategie computazionali: la mano dell’artista è sostituita dalla gestualità algoritmica della macchina che permette un infinito numero di possibilità praticabili. A conclusione della mostra sarà pubblicato un volume che testimonia la ricerca artistica che Quayola conduce da alcuni anni a Carrara, prodotto con il supporto dell’azienda “Successori Adolfo Corsi Carrara srl”, sponsor del progetto dell’artista, e con il contributo scientifico di autorevoli critici e studiosi.

Il MudaC è aperto al pubblico da martedì a domenica con orario 9-12 e 14–17, chiuso il lunedì e 1 novembre, 25-26 dicembre, 1 gennaio, aperto 24 e 31 dicembre ore 9-12. Info https:mudac.museodellearticarrara.it.