
Identità e cultura: l’Aruntica. Letteratura, scultura e dialetto. La prima riunione di studio
Prima riunione di studio del nuovo anno, per la Accademia Aruntica di Carrara, giunta al 30esimo anno di attività. L’accademia dicultura era stata rifondata nel dicembre del 1994 per volontà di Claudio Pisani (nella foto) che le dette lustro conincontri con personaggi e letterati di primio livello. La tradizionale conferenza di primavera è in programma sabato 15 giugno (ore 16.00) al centro Polartis di San Martino. I lavori saranno aperti dalla presidente e custode Cristina Andrei, quindi Maria Teresa Bernardini Tonini presenterà ’Poster: una visitatrice speciale a Carrara’ mentre nel consueto angolo riservato alla scultura, Enzo Tinarelli parlerà de ’La volontà e l’equilibrio nelle sculture di Matteo Faben’ del quale alcune opere in marmo saranno esposte in sala da corollario alla manifestazione.
A seguire le relazioni: aprirà i lavori dell’incontro di studi Lanmarco Laquidara con un intervento su ’Mario Laquidara. Ricordo di uno storico e scrittore dialettale a cinque anni dalla scomparsa’. Seguirà Gualtiero Magnani che perlerà del vino dei colli apuani nel corso della storia: ’Vinitaly ….160 anni fa! I vini dei colli apuani all’esposizione agraria di Torino del 1864’. Sarà poi la volta di Marzia Dati con ’Lazzaro Papi (1763-1834), traduttore, anglista, scrittore e direttore del museo di Scultura della Accademia di Belle Arti di Carrara’.
Nata nel 1735 per iniziativa di un gruppo di carraresi con lo scopo di promuovere la storia patria della città, per studiare e valorizzare il suo passato, rendendolo noto con riunioni di studio pubbliche, della Aruntica non si hanno più notizie dai primi decenni dell’800. Rinasce alla fine del 1994 per volontà di Claudio Pisani e da allora, con due riunioni di studio all’anno e la pubblicazione delle ricerche presentate, la Aruntica porta nuove conoscenze sul passato della città e negli annuali volumi di ’Atti e Memorie’ ha raccontato il passato della città, dalla scultura alla architettura, dall’urbanistica agli avvenimenti storici, dai personaggi famosi a quelli meno conosciuti, dal suo dialetto alle curiosità meno note. Un modo per tenere viva l’identità della città e la conoscenza della sua cultura e delle sue radici attraverso artisti e letterati che contribuiscono alla trasrmissione del sapere.
Maurizio Munda