Marmo di Carrara, ricavi non dichiarati per 5 milioni di euro: imprenditore e società con sede in Svizzera nei guai

Operazione della guardia di finanza insieme all’agenzia delle entrate di Massa Carrara. Aperto un procedimento penale

Operazione della guardia di finanza e dell'agenzia delle entrate di Massa Carrara

Operazione della guardia di finanza e dell'agenzia delle entrate di Massa Carrara

Carrara, 17 giugno 2024 – Una società con sede in Svizzera, ma che operava in Italia e in particolare nel settore del marmo di Carrara, dove è stata accertata una evasione fiscale pari a 5 milioni di euro

A svolgere l’indagine nei confronti della società che ha conseguito ricavi milionari non dichiarati è stata la guardia di finanza insieme all’agenzia delle entrate di Massa Carrara. 

L’operazione è scattata quando la direzione provinciale dell’agenzia delle entrate di Massa, nel corso del controllo sulle richieste di rimborso di IVA, presentate dalla società per centinaia di migliaia di euro, ha rilevato degli alert di rischio di evasione fiscale e interessato il gruppo della guardia di finanza di Massa Carrara, per l’avvio di un’attività ispettiva.

Scattate le prime acquisizioni di documenti nella residenza di un imprenditore italiano e della società, situata all’interno di altra società italiana riconducibile al medesimo imprenditore, sono stati da subito confermati i dubbi sulla regolarità sollevati dai funzionari dell’agenzia delle entrate. 

Sono quindi emersi elementi potenzialmente forieri di una commistione tra la società italiana e quella elvetica, che necessitavano di puntuali approfondimenti in merito a tutti i rapporti commerciali intrattenuti con fornitori e clienti italiani. Tali approfondimenti sono stati effettuati nel corso della verifica fiscale avviata dai finanzieri, nel corso della quale sono state esaminate tutte le operazioni commerciali condotte dalla società in Italia. Gli esiti delle indagini tributarie hanno consentito di rilevare elementi incontrovertibili sulla presenza sul territorio italiano dell’effettiva attività operativa della società elvetica, occultata all’interno dell’impresa italiana.

I finanzieri hanno quindi segnalato l’imprenditore alla procura della Repubblica del tribunale di Massa per il reato di omessa dichiarazione delle imposte sui redditi.

Le successive fasi dell’accertamento condotte hanno indotto il contribuente all’adesione, con un pagamento, in quattro rate, di una somma complessiva tra imposte dovute e sanzioni pari a oltre 900.000 euro e, alla regolarizzazione dell’impresa in Italia. Il pagamento delle imposte dovute ha fatto venir meno le esigenze cautelative del sequestro preventivo, originariamente richiesto alla procura della Repubblica, la quale ha comunque acceso un procedimento penale nei confronti dell’imprenditore.