Dipendenti: timidi segnali di ripresa

I cavatori sono saliti dai 683 del 2022 a 821 degli ultimi dodici mesi. Nel 2019 cifre record di 900

Dipendenti: timidi segnali di ripresa

Dipendenti: timidi segnali di ripresa

Timidi, anzi timidissimi segnali di ripresa dall’occupazione nel lapideo stando a quanto emerge dal monitoraggio del Piano regionale cave per il 2023. Dopo il crollo degli addetti registrato nella provincia apuana, nel 2022 si sarebbe scesi a 683, il nuovo monitoraggio evidenzia 821 lavoratori dipendenti del settore a Massa Carrara, comune ancora lontani dai record del passato ma persino dai 900 circa di 2018 e 2019. Nel nuovo report, stavolta gli addetti sono suddivisi anche per bacini di interesse e a fare la parte del leone è ovviamente Carrara con 734 addetti (erano 795 nel 2018 e 566 nel 2022), stabili attorno ai 20 su Fivizzano, a Massa sono scesi dai 103 del 2019 ai 66 del 2023. In generale, nel settore estrattivo il calo è costante ovunque, una riduzione del 38% delle persone impiegate nelle attività estrattive dal 2018 al 2023. Numeri al ribasso che fanno a cazzotti, però, con volumi di escavazione che restano sempre alti, e peraltro con una qualità che sembra ancora più bassa: con 821 addetti in provincia e 1.564.958 metri cubi estratti, in pratica è come se ogni lavoratore avesse estratto quasi 2mila metri cubi di materiale a testa, per l’esattezza 1.906 metri cubi. E’ vero che in altri bacini, oltre la provincia apuana e lucchese, ci sono valori ancora superiori, ma stiamo parlando di cave industriali, per cantieri e lavorazioni, non ornamentali. Ed è uno stralcio del documento di analisi Irpet per la programmazione economica, riportato nel monitoraggio, a rilevare come "considerando le regioni italiane in cui analoghe produzioni sono più diffuse, la Toscana mostra infatti valori di addetti e valore aggiunto tra i più elevati nelle attività estrattive e nelle lavorazioni, mentre risulta più debole nel settore dei macchinari dedicati. Le attività estrattive risultano particolarmente remunerative in termini di valore aggiunto totale e pro-capite, probabilmente per la presenza di materiali pregiati per uso prevalentemente ornamentale, definiti come "materiali storici", primo fra tutti il marmo di Carrara. Tra i tre tipi di attività che compongono la filiera del lapideo, un’analisi della composizione di addetti e valore aggiunto mostra che sono le attività dedite alla lavorazione dei materiali a contribuire maggiormente, soprattutto sul lato della creazione di lavoro". Passiamo agli incidenti, precisando che si tratta di denunce di infortunio registrate durante il lavoro. In tutta la Toscana sono state 68 e di queste oltre la metà, 36 per la precisione, a Massa Carrara: 2 per lavoratori sotto i 30 anni, 15 per lavoratori dai 30 ai 50 anni e 19 per lavoratori over 50.

FraSco