
’Motivi disciplinari’. Circa 300 colleghi davanti ai cancelli di Massa. L’ira dei sindacati: la protesta continua oggi al primo e secondo turno.
MASSA
Baker Hughes licenzia uno dei suoi lavoratori diretti nella sede del Nuovo Pignone, formalmente per ‘motivi disciplinari’, probabilmente perché non sarebbero andate giù all’azienda presunte frasi ingiuriose da parte del suo dipendente, ma il caso solleva il velo su un clima sempre più teso dentro lo stabilimento di Massa, stando a quanto riportano i sindacati. L’ultima goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso e che ieri ha portato allo sciopero spontaneo di ieri mattina, proclamato al termine dell’assemblea convocata dalla Rsu del Nuovo Pignone per protestare contro il licenziamento di un dipendente diretto ma anche per portare alla luce tutti i problemi che si trovano all’interno dell’azienda proprio qui, nel cuore del polo apuano. E oggi si prosegue: sciopero dalle 6 alle 8 di mattina e dalle 12 alle 14, dopo la presenza di circa 300 lavoratori ieri davanti ai cancelli, tra dipendenti diretti e di aziende esterne.
"Tutta l’officina svuotata a tutela del collega per difendere un diritto, ovvero quello di sentirsi tranquilli e sicuri all’interno del luogo del lavoro – rimarcano i sindacati in un comunicato unitario firmato da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm -. Perché è proprio sulla tematica relativa alla sicurezza che è nato il procedimento nei confronti del lavoratore. I carichi di lavoro importanti, un grandissimo numero di aziende in appalto e un sovraffollamento delle campate comportano la necessità sempre e comunque di mantenere ai massimi livelli l’attenzione sulla sicurezza, con evidenti risvolti in termini di stress. Ed è proprio su questo tema che le assemblee di oggi hanno concentrato la loro attenzione".
Insomma, una situazione di tensione nei rapporti fra lavoratori, sindacati e azienda che si lega a doppio filo alla gestione della sicurezza interna all’interno di uno stabilimento che ha importanti carichi di lavoro. "Nonostante le segnalazioni da parte della stessa Rsu e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) l’azienda fino a questo momento è stata a guardare – proseguono i sindacati - e non ha dato risposte soddisfacenti. Il licenziamento del lavoratore è tuttavia la punta dell’iceberg di un cambio di rotta della direzione aziendale avvenuto da qualche mese a questa parte, che mina in profondità lo storico sistema delle relazioni sindacali presente sul sito di Massa".
"Un atteggiamento – proseguono –, quello aziendale, che si inserisce all’interno della situazione più ampia che riguarda la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici dove Nuovo Pignone gioca un ruolo di primo piano al tavolo negoziale". Perché se a Massa c’è tensione, all’interno del gruppo non mancano problemi su altri aspetti. "Proprio per questo motivo nel corso delle assemblee svolte all’interno dello stabilimento Nuovo Pignone, le Rsu congiuntamente alle segreterie territoriali hanno rimarcato la proclamazione immediata del blocco delle flessibilità e degli straordinari comunicata da Fim, Fiom e Uilm nazionali dopo la rottura delle trattative sul rinnovo – concludono -. Come strutture territoriali saremo chiamate nelle prossime settimane ad una campagna straordinaria di assemblee in tutti i luoghi di lavoro in preparazione delle iniziative che saranno proclamate".