Concessione finita. Impresa sanzionata

Un imprenditore dovrà pagare una penale di centomila euro al Comune di Carrara in base al nuovo regolamento per la concessione degli agri marmiferi. La penale sarà rateizzata in dodici rate mensili e dovrà essere pagata entro il 2024. Il nuovo regolamento sta rivoluzionando il mondo delle concessioni.

Centomila euro di penale per aver fatto decadere la concessione di cava. È quanto dovrà pagare un imprenditore al Comune di Carrara in base al nuovo regolamento per la concessione degli agri marmiferi, secondo il quale è obbligo del concessionario tenere in attività l’area concessa. Lo scorso 14 giugno è stato così avviato il procedimento di decadenza della concessione degli agri marmiferi, individuati catastalmente ai mappali 43 e 52 del foglio 34. Tre porzioni che appartengono alla ‘Società Apuana Marmi’, la stessa che ha presentato istanza e proposta di rateizzo per la penale. L’ istanza è stata accolta dal settore ambiente e marmo ‘concessioni e gestione patrimonio cave’, che per il caso specifico ha quantificato una penale da 101mila euro da pagarsi in dodici rate mensili da 8mila e 416 euro.

La ‘Società Apuana Marmi’ dovrà pagare la prima rata della penale entro il prossimo 30 ottobre, e le successive ogni giorno 30 del mese per i successivi undici mesi. Il pagamento dovrà avvenire nella misura di 25mila entro il 31 dicembre 2023, e i restanti 75mila entro la fine del 2024.Insomma il nuovo regolamento degli agri marmiferi introdotto dalla giunta di Francesco De Pasquale sta rivoluzionando il mondo delle concessioni. Di questi giorni la revoca della concessione per una questione di morosità alla cava 76 Fiordichiara B, che ha portato alla cassa integrazione dei dieci dipendenti.

Una revoca che sta suscitando non poche polemiche, e che ha già visto una piccata risposta della sindaca Serena Arrighi al titolare della Fiordichiara, Alessandro Mattacchione, che aveva proposto di sanare il tutto in un’unica soluzione. "Macchione si assuma le sue responsabilità verso il Comune e verso i suoi dipendenti – aveva risposto la sindaca –. La decadenza non significa che il debito della sua azienda sia estinto".