Importante riconoscimento professionale per la scultrice Beatrice Taponecco. L’artista ligure ma carrarese d’adozione, è stata selezionata tra i finalisti del prestigioso premio Fondazione Vaf, in cui saranno esposte sette delle sue sculture in marmo. Alla Stadtgalerie di Kiel in Germania sarà poi ospitata dal 15 giugno al primo settembre 2024 la mostra del Premio della Fondazione, comprese le opere della scultrice. La preselezione degli artisti ha permesso di valutare oltre un centinaio di proposte. Dopo un minuzioso esame delle varie posizioni artistiche, il comitato scientifico della Fondazione ha scelto i nomi degli appena tredici finalisti della mostra, tra cui Beatrice Taponecco. Il vincitore avrà diritto all’acquisizione dell’opera in concorso che entrerà a far parte della collezione della Fondazione Vaf. In occasione della mostra sarà poi pubblicato un catalogo, in edizione bilingue italiano e tedesco, che documenterà tutte le opere in mostra. Infine, alla tappa tedesca, seguirà in autunno una mostra in una prestigiosa sede museale italiana, dove si terrà la cerimonia di premiazione. "E’ per me un intenso ed entusiasmante periodo lavorativo – commenta Beatrice Taponecco – dopo l’immersiva esperienza della mostra al Mudac coronata dalla pubblicazione del catalogo ‘Sentire la Forma’. Ho ricevuto comunicazione dalla Fondazione Vaf di essere stata selezionata e da pochi giorni sono iniziate le riprese girate nei luoghi del cuore, che non sono solo spettacolari quinte teatrali, ma soprattutto fonte di ispirazione. Per l’occasione sto lavorando a un nuovo pezzo. Sono piena di entusiasmo e desidero ringraziare Carrara che con il suo paesaggio, il suo marmo, i laboratori, artisti, le istituzioni e gli artigiani, mi consente di respirare una piacevole aria creativa". Da pochi giorni è terminata la mostra di Beatrice Taponecco al Mudac ‘Sentire la Forma’ curata da Laura Barreca che ha ricevuto numerosi apprezzamenti dai visitatori per l’idea espositiva e l’originalità dell’ambiente, basata su un’esperienza tattile pensata come modalità principale di fruizione della scultura.
Daniele Rosi