Aumentano le quote da versare alle Rsa a Massa Carrara: deficitario il numero

L'Asl Toscana nord ovest adegua le quote sanitarie da versare alle Rsa, ma la provincia apuana è deficitaria rispetto alle necessità. Un confronto impietoso con altri territori, dove le quote sono più alte. Aumenti progressivi della quota sanitaria nel triennio 2023-2025.

L’Asl Toscana nord ovest adegua le quote sanitarie da versare alle Rsa, in linea con le disposizioni della Regione. Ma il dato ancora fa emergere come il numero di quote nella provincia apuana sia deficitario rispetto alle necessità ma soprattutto nel confronto impietoso con altri territori. Il punto è che per gli anziani, non autosufficienti, ospiti delle Rsa, c’è una quota a carico del Fondo sanitario regionale che è appunto la quota sanitaria, ripartita fra le varie aziende pubbliche. Da queste arrivano sul territorio ma fino a un tetto massimo prestabilito: poco più di 300. Poi ci sono le quote sociali, a carico dell’ospite ma a cui può compartecipare il Comune, se sussistono i requisiti. Questa la teoria. A gennaio la Regione aveva disposto un adeguamento delle quote sanitarie del modulo per la non autosufficienza stabilizzata, tipologia base, nelle Rsa. Adeguamento per "sostenere economicamente il sistema di offerta residenziale per anziani non autosufficienti" con un aumento progressivo della quota sanitaria nel triennio 2023-2025. A partire da luglio 2 euro al giorno in più. Dal primo gennaio 2024 un altro aumento di 1,60 euro al giorno. Dall’inizio del 2025 un altro incremento pari a 1.50 euro al giorno, sempre per la quota sanitaria. Solo per il 2023 un incremento di circa 1 milione di euro a carico dell’Asl. Cifre da spalmae sui territori in base, alle quote sanitarie disposte ormai da anni, su cui sembra non si riesca a intervenire e che lasciano Massa Carrara molto indietro. Le quote infatti sono poche rispetto alle esigenze. In Lunigiana, dove peraltro l’età media della popolazione è molto alta, sono solo 128. Nell’area di costa arrivano a 217 per un totale di 345. Il confronto è presto fatto se si guarda alla vicina Versilia dove le quote sono 371: da sola più dell’intera nostra provincia. Senza contare che nella provincia lucchese ci sono poi quote specifiche per Piana di Lucca e Valle del Serchio. Un confronto impietoso. Passando alla spesa, per le quote sanitarie con il primo aumento in Lunigiana l’Asl verserà circa 2,9 milioni di euro mentre sulla zona di costa più di 4,7 milioni di euro.