In cammino
In cammino

Lucca, 14 maggio 2019 - Allarme Francigena. "Da tutti i plinti di vista vale il Camino di Santiago al cubo. Ma versa in cattive condizioni, viene percorsa a tratti e quasi nessuno per arrivare a Roma". E’ il grido di uno che se ne intende, l’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti, 55 anni, che l’altro ieri si è insediato alla guida della diocesi della città delle Mura. Camminatore per vocazione e temperamento, domenica Giulietti ha raggiunto Lucca da Altopascio, guidando centinaia di persone che si sono unite a lui in pellegrinaggio lungo gli 11 km che separano la Piana dal capoluogo. Il retroscena emerso durante la camminata locale, è che Giulietti è arrivato ad Altopascio a piedi in sei giorni di cammino, partendo da Siena e percorrendo l’antica Francigena. «Conclusi gli impegni nella diocesi di Perugia (dove era ausiliario del cardinale Bassetti ndr), avevo necessità di un periodo di stacco – ha spiegato ieri – Per questo ho deciso di concedermi una settimana di cammino allontanandomi dai miei impegni e raggiungendo in tal modo la nuova sede. Tappe a San Gimignano, Badia, Gambassi, San Miniato, Altopascio
In quali condizioni versa, la Francigena?
"Non buone in generale. Uscendo da San Miniato, erba altissima, manca la manutenzione. da tempo, si fa pochissimo per questo percorso. Ed è un’occasione mancata da ogni punto di vista".
In che senso?
"E’ un percorso bellissimo. Un Camino di Santiago moltiplicato alla terza. Con bellezze naturali di straordinaria biodiversità: dalle risaie di Vercelli agli uliveti toscani. E città importanti per la fede, come Torino, Pavia con Sant’Agostino, Lucca col Volto santo, Siena con santa Caterina, Bolsena, Viterbo con santa Rosa. Le sogna, Santiago, tappe di tali contenuti di cultura e spiritualità". 
E perché la Francigena non ha uguale successo?
"Anzitutto perché si tende a percorrerla a tratti e mai per arrivare a Roma. Che senso ha un cammino, se non si giunge alla meta? Santiago lo si affronta per arrivare comunque al santuario, nessuno si limita alle tappe intermedie. I più attrezzati lo percorrono per intero, i meno abili l’ultimo tratto: ma tutti arrivano a destinazione. Ossia a un santuario. Con rispetto, Roma è Roma, la capitale della cristianità" 
Come e dove ha alloggiato nel tratto da lei coperto?
"C’è una rete di ostelli pubblici abbastanza efficiente. Sul fronte dell’accoglienza non commerciale ci sono ancora situazioni bordder, line da regolarizzare".
Pensa di limitarsi all’invettiva – come canterebbe De André - o passerà all’azione?
"Da solo nessuno può risolvere il problema. Neppure il vescovo di Lucca. La questione investe la Chiesa italiana e le Regioni. Dal mio canto, quando potrò, ne parlerò con le istituzioni".