Un momento del flash mob in viale Regina Margherita (foto Alcide)
Un momento del flash mob in viale Regina Margherita (foto Alcide)

Lucca, 18 ottobre 2020 - Un flash mob per difendere lo storico tiglio davanti alla stazione che il Comune è deciso a abbattere, e nel contempo manifestare tutte le perplessità sulla politica del verde portata avanti dell’amministrazione Tambellini e dai suoi responsabili. Si sono ritrovati simbolicamente in una ventina ieri pomeriggio davanti all’albero sugli spalti lungo viale Regina Margherita, che a breve verrà abbattuto, perché secondo le relazioni dei tecnici è pericolosamente malato.
 

A stringersi , non solo metaforicamente, intorno alla pianta che generazioni di lucchesi conoscono, esponenti del 5 Stelle, a partire dal consigliere comunale Massimiliano Bindocci, ma anche dei comitati tra cui quello di San Concordio e alla stessa Rete dei Comitati lucchesi oltre a singoli cittadini. Tutti uniti per difendere il tiglio e ribadire le numerose perplessità sulla politica portata avanti dal Comune che ha già fatto abbattere circa un centinaio di piante che risultavano pericolose. L’albero è attualmente ingabbiato per evitare il passaggio delle persone e i pericoli conseguenti, con l’effetto che le stesse, essendo in questo modo stata interrotta la pista ciclopedonale, devono transitare tra il fango dei prati delle Mura o (la maggioranza) a buttarsi in strada sulla circonvallazione, a rischio di speronate dalla macchine in transito. Geniale, se si voleva assicurare protezione ai pedoni.

«A parte questa pianta, stanno abbattendo anche alberi sani – assicura Giorgio Lazzarini che ha raccolto 6000 condivisioni su Facebook per salvare il tiglio – dicono a seguito dello stress test per il vento. Lo sanno che più diradano le piante e più fanno meno massa proprio contro il vento? Dicono che pianteranno 1300 alberi, ma lo sanno che uno adulto fa le funzioni di 70 giovani: ne dovrebbero piantare già migliaia e migliaia visto il centinaio che hanno abbattuto. Quanto al tiglio, potrebbero fare come per la quercia di Milano che è stata messa in sicurezza, ma lì hanno avuto rispetto della memoria dei cittadini e degli alberi. Il pericolo è una scusa risibile: mica si chiude una strada se qualcuno ci si fa male? La gestione della cosa pubblica comporta dei rischi, qui mi pare si stiano creando dei posti di lavoro ma non si rispettino le piante e gli abitanti".
 

Dubbi sulla piantumazione anche da Clara Mei. "I primi 250 alberi sono stati piantati in zone già verdi – spiega – mentre continuano a abbattere piante come a San Concordio che non presentano problemi, solo per esigenze urbanistiche. E altre decine saranno abbattute alla Montagnola". C’è chi non esclude anche esposti in Procura, e chi ricorda che il Comune non ha ancora risposto a una interrogazione del luglio su alcuni alberi abbattuti. La bocciatura della politica ambientale del Comune è praticamente completa.
 

Ma quanto manca all’abbattimento? Il Comune, dopo aver recintato il perimetro del tiglio, ha inviato alla Soprintendenza la richiesta di parare sul suo sostituto: un tiglio di circa 10 anni che sarà piantato al posto del suo ’fratellone’ malato. L’assessore Celestino Marchini, sta valutando anche di sostituirlo con ben due esemplari. L’iter prevede l’invio di una doppia autorizzazione: una per il via libera paessaggistico che prevede un’attesa fino a 20 giorni. L’altro per il via libera ’monumentale’ visto che il Codice dei beni culturali, pone sotto tutela anche gli spalti delle Mura, considerandoli parte integrante del monumento. Per quest’ultima il tempo massimo di attesa può essere fino a 120 giorni. Ma, in base alle previsioni, è verosimile che gli uffici della Soprintendenza diano il via libera (o relative prescrizioni) entro una ventina di giorni.
 

Fabrizio Vincenti