Taxi per andare a fare tampone o vaccini
Taxi per andare a fare tampone o vaccini

Lucca, 18 maggio 2021 - L’immagine felicemente stereotipata, ora un po’ sbiadita, è quella del viaggiatore che si fionda sul taxi, trolley al seguito, felice di tuffarsi dentro il suo angolo di vacanza. Pronto a lasciarsi tutto alle spalle e a godersi la meritata spensieratezza. Ecco ora resettiamo tutto ciò. I taxi oggi, in epoca di scia pandemica, lavorano, sì, ma a scartamento ultra ridotto e per missioni ben diverse, come ci racconta Andrea Angeli (nella foto), giovane tassista lucchese di 29 anni.
“Si lavora con i locali e per lo più per esigenze dettate proprio dalla pandemia – ci dice Andrea – . La richiesta è strettamente funzionale al momento storico: viaggi al San Luca o al Campo di Marte, per tamponi o vaccini. E poi ritorno. Non è bello a dirsi, ma il grosso del nostro lavoro, al momento, è esattamente questo“. Flussi legati alle esigenze sanitarie, di cura e di prevenzione: è l’impronta che ancora continua a lasciare la pandemia e che, almeno, non ferma del tutto il lavoro dei tassisti lucchesi. Perché anche il movimento dei flussi legati alle aziende e al lavoro non aiuta, è momentaneamente in sospeso.
“I potenziali clienti dei flussi di lavoro sono ancora legati allo smart- working quindi l’apporto al momento è piuttosto ininfluente – dice Andrea –. Anche con le cartiere, che prima ci garantivano sempre una ’base’ certa, adesso siamo fermi. I ristoranti, con il coprifuoco finora fermo alle 22, non consentivano grandi margini e soprattutto non consentivano grandi spostamenti. Al momento è tutto con il freno a mano tirato“. Tamponi e vaccini sono gli unici “viaggi“ su cui si può contare al momento, il pellegrinaggio sanitario a corta gittata. “In media facciamo una ventina di corse totali al giorno, tra colleghi ci diamo il cambio nella giornata. E’ inutile esserci in tanti per contendersi le briciole, conviene razionalizzare“. Sono già 8 anni che Andrea, di Sant’Angelo in Campo, fa questo mestiere. “Guidare l’auto mi è sempre piaciuto, una vera passione che però non avevo valutato di convertire in professione – dice – . Studiavo all’università, giurisprudenza. Avvenne che mio padre ebbe una brutta esperienza, passò dal lavoro teoricamente ’sicuro’ a trovarsi sulla strada a pochi anni dalla pensione. Cercò una soluzioni affinché io non mi dovessi trovar mai in quella situazione. Spese la liquidazione per acquistare per me la licenza di tassista, avevo 21 anni. Così oggi ho la licenza, ho l’auto di proprietà e, pur se in un momento tanto difficile, almeno non ho grandi spese sul collo. Se guadagno quello che mi basta per bollette e mangiare sono a posto. E poi passerà“. Passerà, per forza. Come se ne va, per gradi, il coprifuoco: da subito si sposta alle 23, dal 7 giugno va alla mezzanotte, abolito dal 21 giugno. Non solo. Riapertura anticipata delle palestre al 24 maggio, ok a ristoranti al chiuso dal primo giugno. Un’altra boccata d’ossigeno per le attività rimaste per troppo tempo con il cappio alla gola, taxi compresi.
Laura Sartini