E alla fine coda è stata. Il diktat regionale di Pasqua e Pasquetta che venerdì pomeriggio ha sancito la chiusura dei centri commerciali, ieri ha dato l’effetto previsto: un grande effetto tappo all’ingresso dei supermercati lucchesi, soprattutto quelli in periferia tra i più presi d’assalto per le ultime scorte prima del pranzo pasquale. Uno fra i supermercati più...

E alla fine coda è stata. Il diktat regionale di Pasqua e Pasquetta che venerdì pomeriggio ha sancito la chiusura dei centri commerciali, ieri ha dato l’effetto previsto: un grande effetto tappo all’ingresso dei supermercati lucchesi, soprattutto quelli in periferia tra i più presi d’assalto per le ultime scorte prima del pranzo pasquale.

Uno fra i supermercati più tartassati dai clienti è stata l’Esselunga di San Concordio dove alle 12 sembrava di rivivere una scena del primo lockdown: serpentoni di carrelli all’esterno e uan ventina di clienti in coda sotto il sole. L’afflusso infatti è andato aumentando almeno dalle 10. Sarebbe stato così anche senza il divieto di apertura per oggi e Pasquetta? Forse, ma chi può dirlo. La certezza è che almeno i dipendenti della grande distribuzione sono riusciti ad ottenere un stacco da lavoro per la prima volta dopo una anno filato di pandemia. L’ordinanza regionale riguarda anche gli esercizi di vicinato, le medie e grandi strutture di vendita; i centri commerciali che oggi e domani chiuderanno i battenti. Con la sola possibilità di consegna a domicilio di generi alimentari e beni di prima necessità. La decisione ha fatto infuriare le associazioni di categoria come Confcommercio. Nel mirino soprattutto la modalità di comunicazione dell’ordinanza.

"Sembra incredibile – ha detto il presidente dell’associazione Rodolfo Pasquini – trovarci ancora qua, ad oltre un anno dall’inizio della pandemia, a discutere di problematiche sollevate sin dal marzo 2020. Ovvero sia, le tempistiche di comunicazione delle ordinanze completamente sbagliate da parte degli enti. Dopo mesi e mesi di proteste da parte nostra sulle modalità informative “last minute” quando del Governo e quando della Regione, ecco che Giani e la sua giunta ci ricascano. Sfornando una ordinanza a un giorno e mezzo dalla Pasqua, che avrà ricadute pesantissime per tante attività".