Una sagra (Foto di repertorio)
Una sagra (Foto di repertorio)

Lucca, 27 giugno 2020 - Il boccone lanciato da Confcommercio è rimasto di traverso ai gestori delle storiche sagre paesane. Alla richiesta dello stop di un anno agli eventi folkloristico-gastronomici della tradizione – funzionale a restituire ossigeno ai ristoratori – risponde oggi Paola Balducci, presidente dell’associazione ’La Biribaola’ che da quasi mezzo secolo gestisce la Sagra del Pioppino di Antraccoli.

E ora, nei fatti, dice la sua anche il sindaco di Capannori Luca Menesini che, perentorio, annuncia: "Sagre 2020: a Capannori non si terranno". Ma nessun veto calato dall’alto, spiega Menesini. "Semplicemente ho incontrato gli organizzatori delle sagre di tutti i nostri paesi e c’è l’unanimità: questo non è l’anno delle sagre, il 2020 sarà l’anno di qualche cena sotto le stelle (a numeri limitati e solo su prenotazione) per mantenere viva la vita associativa e la coesione della nostra straordinaria comunità". Cala definitivamente il sipario sugli eventi gastronomici, musica e tipicità sotto le stelle, almeno sul territorio di Capannori.

«Mi sento di dire “grazie” di cuore alle associazioni che da anni organizzano sagre sul nostro territorio, perché hanno tutti deciso che quest’anno non ci sono le condizioni per fare le sagre, perché sagre vuol dire festa, vuol dire ballo, vuol dire paesi che si ritrovano, vuol dire che c’è posto per tutti e così - viste anche le normative anti-Covid19 - quest’anno non potrebbe essere. Quindi per le sagre andiamo al 2021, e saranno ancora più belle". Quindi la convivialità a temperature rigeneranti resta solo un pallido ricordo? Non è detto. La ricetta-Menesini ha qualche nuovo ingrediente.

«In realtà potranno comunque essere organizzate delle cene o altre iniziative di socialità a numero chiuso e solo su prenotazione – dice il sindaco di Capannori e presidente della Provincia –, perché comunque anche in questo 2020 strano ci siano occasioni di incontro e svago accessibili a tutti. Come amministrazione daremo una mano affinché i nostri paesi vivano e le persone stiano insieme in sicurezza. Grazie quindi ai sagristi di Camigliano, Lammari, Lunata, Marlia, Massa Macinaia, Matraia, Paganico, Segromigno in Monte e Segromigno in Piano". Che quest’anno, inutile dirlo, si leccheranno le ferite, così come gli enti no profit che dagli incassi di questi eventi traevano linfa vitale per la propria sussistenza: donatori di sangue, associazioni sportive e di volontariato – senza quello che sembrava un banale piatto di tordelli – saranno costretti a un lungo periodo di apnea.

Laura Sartini
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