Lucca, 10 settembre 2019 - Furono rapine violente, quei due colpi in banca messi a segno alla "Cassa di risparmio di Volterra" di Lunata (Capannori, Lucca) il 30 aprile scorso e al Monte dei Paschi di Siena di Massa del 5 luglio. Calci e pugni agli impiegati per farsi consegnare il denaro. Rapine particolarmente efferate che non sono rimaste impunite: infatti le indagini del nucleo investigativo lucchese sono andate avanti, silenziose ma implacabili, e hanno portato oggi a cogliere il frutto più importante, l'arresto dei presunti colpevoli.

Il blitz è scattato all'alba di oggi, con decine di carabinieri del comando provinciale di Lucca, supportati dai colleghi catanesi, che hanno fatto scattare le manette a Catania nei confronti di tre pregiudicati. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere erano state richieste del procuratore Pietro Suchan e del sostituto procuratore Lucia Rugani, titolare delle indagini, e firmate dal gip Alessandro Trinci.

I banditi sono considerati dagli inquirenti rapinatori seriali con numerosi precedenti alle spalle, malviventi che avevano messo a punto un articolato disegno che prevedeva numerose rapine nelle province dell’Alta Toscana e in particolare in quelle di Lucca, Pisa e Massa, nonché in Liguria, in provincia della Spezia, riuscendo a portarne a termine due, appunto, nelle province di Lucca e Massa.

Gli arrestati, provenienti dalla Sicilia a bordo di mezzi non direttamente riconducibili a loro, utilizzavano come base d’appoggio un appartamento nel centro di Massa, che consentiva loro di muoversi agevolmente nell’area per effettuare i sopralluoghi agli obiettivi individuati e preparare nei minimi dettagli i colpi da realizzare successivamente.

Le misure cautelari hanno consentito di interrompere il progetto criminale: solo tra giugno e luglio il gruppo aveva effettuato una ventina di sopralluoghi ad altrettanti istituti di credito nelle province in questione, tutti accuratamente documentati nel corso delle indagini. La tecnica utilizzata era la più tradizionale, con soggetti che fungevano da “palo” e altri, travisati, che entravano all’interno degli istituti di credito armati di taglierino o di un piede di porco, afferravano con violenza per il collo e per i capelli gli impiegati, strattonandoli e colpendoli con calci e pugni e li obbligavano a consegnare il denaro contante per oltre 5mila euro in un caso e un centinaio nell’altro.

Le immagini dei sistemi di videosorveglianza delle banche e le telecamere stradali insieme ai numerosi servizi di osservazione effettuati dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Catania, hanno permesso di ricostruire le azioni del gruppo criminale, individuandone componenti ed esecutori materiali.

In carcere a Catania sono finiti Giuseppe Cosentino, 57 anni; Giuseppe Iuppa, 47 anni; Glauco Cosentino, 26 anni. Due i ricercati.