Davide Cannella, con la sua agenzia ha lavorato a casi come il mostro di Firenze
Davide Cannella, con la sua agenzia ha lavorato a casi come il mostro di Firenze

Lucca, 20 settembre 2020 -  «Roberta Ragusa non sarebbe né la prima né l’ultima donna che si allontana da casa per riapparire dopo anni". Parola di Davide Cannella, investigatore che ha lavorato a grandi casi come il mostro di Firenze, la strage di Erba, o la morte di Elena Ceste, sul quale sta portando avanti ancora l’attività dietro incarico del marito della donna, Michele Buoninconti, che allo stato attuale sta scontando una pena di 30 anni di reclusione per l’omicidio della moglie.
 

Cannella e la sua squadra investigativa ‘Falco Investigazioni’ di Lucca sono i professionisti che si aggiungono al team difensivo di Antonio Logli, composto dalla criminologa Anna Vagli e dall’avvocato Simone Ciro Giordano del foro di Milano. Logli, nel carcere di Massa, sta scontando vent’anni di reclusione dopo la condanna in via definitiva per l’omicidio e la distruzione del cadavere della moglie Roberta Ragusa, scomparsa da Gello nella notte tra il 13 ed il 14 gennaio del 2012. E da allora diventata un fantasma.
 

Il primo passo dell’investigatore e dei suoi collaboratori?
Ho iniziato a leggere gli atti – spiega –. Questo è sempre il primo passo, indispensabile per decidere come muoversi e in che direzione cercare per acquisire nuove prove che sono la chiave per arrivare alla revisione del processo che noi vogliam".
 

Ha già avuto un incontro con Antonio Logli?
No, ho avuto una riunione con l’avvocato Giordano, la criminologa Vagli e la compagna di Logli, Sara Calzolaio. Certo l’incontro con Logli, che spero di poter fare nei prossimi giorni, è un passo decisivo per il lavoro che mi aspetta.
 

Cosa deve chiedere a Logli?
Con lui devo ripercorrere tutta la vicenda, deve raccontarmi tutto nei minimi particolari: dal famoso incidente della caduta dalla scala, fino alle prime ricerche. In quel racconto possono esserci particolari che magari lui considera di poco conto e che per me potrebbero rivelarsi spunti fondamentali.
 

Il primo obiettivo che si pone?
Capire se Roberta Ragusa può essere ancora viva o è morta. Perché è probabile che sia ancora viva, non diamo per scontato che sia morta. E se lo fosse non diamo per scontato che il colpevole sia Logli.
 

Ritiene che sarà un’indagine lunga?
Non posso dirlo. Ma ai casi complessi sono abituato.
 

Cercherà di risentire i testimoni già ascoltati dagli inquirenti pisani?
Se necessario lo faremo. Non tralasceremo alcunché.
 

Carlo Baroni