Tribunale (foto d'archivio)
Tribunale (foto d'archivio)

Lucca, 13 febbraio 2020 - "Chiamate aiuto, stanno picchiando mamma". A salvare sua madre dagli schiaffoni del babbo, era stato lui, un bambino di 12 anni. Il piccolo era stato spettatore, in un paese della Lucchesia lo scorso luglio, di una scena da incubo: una violenta lite tra i genitori al termine della quale, l’uomo, un cittadino marocchino, aveva mollato un violento colpo sulla guancia sinistra della moglie. Procurandole ferite giudicate guaribili in 7 giorni. Ma al culmine della violenza il bimbo, era sgattaiolato via dal salotto, bussando a un vicino negozio, accanto casa. Lì aveva vuotato il sacco, tirando per la gonna la titolare: "Picchiano mamma, aiuto!".

La titolare aveva avvisato immediatamente i carabinieri, piombati nell’abitazione poco dopo. Quello denunciato dal ragazzino, in realtà era l’ennesimo episodio, secondo quanto ricostruito dai militari, dopo mesi di minacce e violenze. Ai quali sia il bimbo che i due fratelli che la sorella 15enne avevano assistito in altre occasioni. Il litigio era scoppiato per futili motivi, amplificati dalla rabbia dell’uomo imbenzinato d’alcol.

Il gup del tribunale di Lucca, lo scorso luglio aveva convalidato per l’uomo la procedura cautelare di allontanamento urgente dalla casa familiare. Due giorni fa invece il marito, stavolta di fronte al gup Alessandro Trinci, è stato condannato con rito alternativo a 2 anni e mezzo per minacce, lesioni e violenza privata. Il pubblico ministero Sara Polino aveva chiesto, per lui tre anni di reclusione. Dopo la denuncia del figlio infatti il racconto choc era stato confermato ai militari anche dalla moglie del marito violento, per la quale venne attivata la procedura del Codice Rosa.

I problemi del padre-padrone, invece, in base a quanto ricostruito, avrebbero avuto inizio in seguito a un forte abuso d’alcol che, stando a quanto accertato, lo ha portato ad essere sempre più brutale verso la moglie, anche in presenza degli altri figli. Fino all’episodio che il ragazzino non ha più tollerato, spezzando con la sua richiesta d’aiuto un incubo che durava da mesi.

cla.cap
© RIPRODUZIONE RISERVATA